Savigliano – L’Assessore Tesio lancia l’ultimatum alla Saviglianese: “Senza una soluzione, entro 10 giorni provvederemo allo sgombero dei locali non restituiti”

Al centro della contesa un’area che il Comune rivuole per sé: “Abbiamo mediato ma nessuno ci è venuto incontro. Il cambio della serratura è solo il primo passo”

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Torna a far parlare di sé il mondo sportivo saviglianese, ancora una volta coinvolto nelle diatribe tra il Comune ed una delle società cittadine.
Questa volta il testa a testa è tra Amministrazione e Saviglianese maschile, protagoniste di una diatriba che prosegue ormai dall’inizio della stagione sportiva. Al centro dell’attenzione, la scelta da parte del Comune di impedire l’accesso della società di patron Brisciano, ad alcuni locali nei dintorni del Morino.

A spiegare le ragioni dell’azione comunale ai nostri microfoni, riassumendo gli ultimi travagliati mesi, è l’Assessore allo Sport Paolo Tesio: “La tensione è nata mesi fa relativamente ad alcuni locali che sono stati assegnati in passato alla Saviglianese e che ora, per mutate esigenze, abbiamo scelto di non destinare più alla società di Brisciano, anche per venire incontro alle molte altre realtà sportive locali, una della quali risulta addirittura senza sede. Pur di mediare, ancora una volta, avevamo addirittura liberato altri locali, rispondendo alle necessità della squadra rossoblù, così da non penalizzarne i risultati sportivi. Purtroppo, però, lo scorso mese di novembre lo stesso Brisciano ha modificato in corso d’opera le richieste, dimostrando insomma di non voler trovare una soluzione”.

Una situazione che, dopo una fase di stallo, è ora nuovamente esplosa: “Pur ricevendo, di fatto, quel messaggio chiaro di mancato dialogo, abbiamo preferito attendere alcune settimane da allora, nella speranza che il nostro interlocutore rinsavisse, ma forti della considerazione fondamentale che una decisione comunale non è sindacabile. Ciò che era chiaro sin da subito, quindi, è che avremmo vagliato ogni opportunità pur di ritornare in possesso dei locali che spettano al Comune”.

Da qui, la scelta dei giorni scorsi: “Non più di dieci giorni fa, vista la mancata azione della società Saviglianese, abbiamo deciso di agire, iniziando a cambiare la serratura dei locali in questione ed impedendone di fatto l’accesso. Posso assicurare, in totale sincerità, che nessuno di noi aveva manie di protagonismo: la nostra scelta è stata la più logica e ancora una volta la meno decisa, sempre per non danneggiare quella che resta una società centenaria, di cui riconosciamo l’importanza storica. Quando è troppo, però, è troppo”.

Ora, l’ultimo passaggio: “La speranza, ancora una volta, è che qualcosa accada. Ci sono ancora dieci giorni: come da ordinanza, poi, in caso di mancata azione da parte della società Saviglianese, dovremo provvedere allo sgombero di tutti i locali, compresa la sede e quant’altro, che inizialmente avevamo intenzione di lasciare loro. Rinnovo, a nome di tutta l’amministrazione, l’appello a trovare una soluzione, per non dover giungere all’azione massima”.