Cuneo, il Sindaco espone il tricolore francese sul palazzo comunale: scoppia la polemica

Anche Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia ha mostrato il suo disappunto in merito con un tweet

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Non è passata inosservata la scelta del Sindaco di Cuneo, Federico Borgna, di issare il tricolore francese sul palazzo comunale.

Se per il primo cittadino si tratta di un semplice gesto di amicizia nei confronti della vicina Francia, c’è chi si attacca fermamente alla legge, in particolare al decreto del Presidente della Repubblica numero 121, del 7 aprile 2000, che norma di fatto l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici, specificando all’articolo 8, comma 1, quanto segue: «All’esterno e all’interno degli edifici pubblici si espongono bandiere di Paesi stranieri solo nei casi di convegni, incontri e manifestazioni internazionali o di visite ufficiali di personalità straniere, o per analoghe ragioni cerimoniali, fermo il disposto dei commi 2 e 3 dell’art. 2, salve le regole di cerimoniale da applicare in singole occasioni su indicazione del Governo».
CasaPound, appresa la notizia, ha attaccato la decisione. Il consigliere Beppe Lauria, nel contempo, ha presentato un’interrogazione al Sindaco con la quale chiede anche la rimozione della bandiera.
“Un gesto ridicolo – intervengono Giuseppe Lauria, consigliere comunale, e Fabio Corbeddu, coordinatore di CasaPound Italia a Cuneo – oltre che illegale: non è ammessa infatti l’esposizione di bandiere straniere su edifici istituzionali al di fuori dei casi previsti dal Cerimoniale di Stato. Il Sindaco lo sa molto bene, ma ha preferito usare il palazzo comunale per un’azione di vera e propria propaganda politica anti-governativa, come evidenziano le sue dichiarazioni. Chiediamo che venga rimossa immediatamente la bandiera francese”.
Non si è fatto attendere neanche il tweet di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che, ieri sera, ha postato “A il Sindaco Pd espone dal balcone del Comune la bandiera francese in “segno di amicizia” dopo la decisione della di convocare l’ambasciatore francese a Roma. Quanto piace agli esponenti della sinistra comportarsi da servi”.
cs