Barge: ha confessato Daniele Bianco, è lui l’assassino di Anna Piccato

L'uomo ha detto di aver ucciso la 70enne per rubarle dei soldi, ma le indagini continuano per fare maggiore chiarezza sul movente

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Ha confessato Daniele Ermanno Bianco, l’uomo arrestato per l’omicidio di Barge. E’ stato lui ad uccidere la 70enne Anna Piccato la mattina del 24 gennaio nei giardini d’Annonay. Incastrato da prove schiaccianti, il 40enne di Barge ha ammesso le sua responsabilità. Una “confessione necessità”, come è stata definita nel corso della conferenza stampa convocata a Cuneo dai carabinieri, arrivata mercoledì 6 febbraio.

Troppe le incongruenze nelle sue testimonianze e soprattutto inequivocabili le tracce ematiche della vittima riscontrate sulle scarpe e sullo zaino di Bianco. “I risultati degli accertamenti biologici sono stati determinanti – ha spiegato il procuratore capo di Cuneo Onelio Dodero. – Per questo ci tengo a ringraziare il dottor Garofalo del Centro regionale antidoping di Orbassano, che è riuscito a darci gli esiti in pochissimo tempo. Questo è un risultato importantissimo, frutto di un lavoro davvero senza sosta fatto dai carabinieri di Cuneo, Saluzzo e Barge, che già 15 ore dopo l’assassinio sono riusciti ad arrestare il responsabile. Il caso era complicato, per questo bisogna ringraziare la disponibilità e la collaborazione dimostrata dalla comunità di Barge e anche dai giornalisti”. 

Ben 180 le persone ascoltate dai carabinieri nel giro di pochi giorni. Ma il caso non è ancora chiuso. Le indagini continuano. Resta da accertare il movente: nella sua confessione, Daniele Bianco sostiene la tesi della rapina. Avrebbe ucciso Anna Piccato per rubarle dei soldi. Pochi euro che avrebbe usato per prendere il caffè al bar, poco dopo. Ma i carabinieri non hanno ancora trovato i 3,20 euro di cui ha parlato l’uomo. “Ci stiamo lavorando”, ha spiegato Dodero.

Sempre stando alla confessione dell’arrestato, la conoscenza tra i due sarebbe stata solo superficiale, ma sembra plausibile che Bianco, abituato a svegliarsi molto presto la mattina e conoscendo le abitudini della vittima, possa aver pianificato il tutto, tendendole un agguato e seguendola fino sul luogo del delitto. Quindi si è cambiato il giubbotto, probabilmente sporco di sangue, per recarsi poi a comprare una birra. Ad incastrarlo alcune immagini di videosorveglianza di privati: “In tutto 15 – ha detto Giampaolo Canu, comandante del Nucleo Investigativo di Cuneo. –, le abbiamo analizzate istante dopo istante, ricostruendo i movimenti dell’indagato in quel lasso di tempo e smontando tutte le falsità che lui sosteneva”.

Quanto all’arma, Bianco ha detto di essersi disfatto anche di quella, buttata in un cassonetto insieme al giubbotto. Avrebbe utilizzato una grossa chiave inglese, che però non è ancora stata ritrovata.

“C’è soddisfazione per aver arrestato il responsabile in così poco tempo – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Rocco Italiano -. Per noi è stato facile lavorare con l’appoggio della Procura, fin dal primo momento tutto è stato concordato e accertato: è stato fatto un ottimo lavoro di squadra”. Presenti alla conferenza stampa anche il comandante dei carabinieri di Saluzzo Giuseppe Beltempo e il PM Alberto Braghin.