Fondazione Bottari Lattes tra i “111 luoghi di Langhe, Roero e Monferrato che devi proprio scoprire”

A dirlo è la nuova guida edita da Emons, che pone la realtà di Monforte d'Alba tra le tappe imperdibili per chi va alla scoperta del territorio patrimonio Unesco

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La Fondazione Bottari Lattes è stata inserita tra le tappe imperdibili per chi va alla scoperta del territorio piemontese promosso a Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. La nuova guida edita da Emons “111 luoghi di Langhe, Roero e Monferrato che devi proprio scoprire”, curata dai giornalisti Maurizio Francesconi e Alessandro Martini, segnala la Fondazione e il suo Premio Lattes Grinzane come un “progetto civile di cultura e letteratura”.

Due pagine che riconoscono il grande impegno e la profonda passione per la cultura e la sua diffusione della fondatrice Caterina Bottari Lattes, che a Monforte d’Alba nel 2009 ha creato una preziosa realtà per omaggiare la memoria del marito Mario Lattes attraverso iniziative di letteratura, arte e musica aperte a tutti (adulti, ragazzi e bambini). Ma “Caterina… ha fatto di più: ha salvato una fetta importante della storia culturale piemontese e italiane e, in qualche modo ci ha salvato l’onore e la faccia” ridando nuova vita e nuova linfa al Premo Grinzane Cavour, battezzandolo Premio Lattes Grinzane, che ogni anno coinvolge 400 studenti da tutta Italia per proclamare il vincitore e il cui nuovo bando per la nona edizione è aperto fino al 31 gennaio 2019 (info su fondazionebottarilattes.it).

La guida porta all’attenzione dei turisti, ma anche degli stessi abitanti del territorio, 111 tappe nell’area fra Casale Monferrato e Alba, passando da Asti e senza dimenticare il nicese, il Roero, l’alessandrino e l’Alto Monferrato. “Sono territori vicini ma diversissimi – spiegano le parole a inizio del volume – oggi popolarissimi e frequentati da un pubblico internazionale richiamato dal vino e dal cibo, custodiscono bellezze artistiche antiche e contemporanee, paesaggi affascinanti (quelli naturali tanto quanto quelli coltivati a vigneti e noccioleti) e tradizioni che sopravvivono e si rinnovano […] Arte e architettura medioevale e barocca ma anche del Novecento e contemporanea, giardini storici, residenze reali e private visitabili o tuttora abitate, aziende vinicole progettate da archistar, imprenditori innovativi (e talvolta addirittura illuminati), santi sociali, grandi scrittori, partigiani, produttori tipici che sono diventati l’eccellenza nei loro campi, panchine giganti e racchette da tennis…”

Monforte d’Alba viene segnalata nella guida anche per altri due luoghi significativi: l’anfiteatro naturale Auditorium Horszowski e le Case della Saracca nel borgo storico del paese.