Brc racing team sale sul tetto del mondo!

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TARQUINI Gabriele, (ita), Hyundai i30 N TCR team BRC Racing, portrait MICHELISZ Norbert, (hun), Hyundai i30 N TCR team BRC Racing, portrait team BRC during the 2018 FIA WTCR World Touring Car cup of Macau, Circuito da Guia, from november 15 to 18 - Photo Francois Flamand / DPPI

Massimiliano Fissore, ad del gruppo cheraschese “Mtm”, si gode il successo di Gabriele Tarquini nel campionato Fia Wtcr 2018 sulla Hyundai i30 N

Mai porre limiti alla competenza. Il titolo italiano conquistato nel 2016 nel campionato di rally da Giandomenico Basso e Lorenzo Granai rappresentava un risultato di tutto riguardo e grande prestigio per il Brc racing team di Cherasco, un trionfo che pareva difficile pensare di eguagliare.
Invece, a due anni di distanza, la scuderia cheraschese festeggia un titolo mondiale, non nel rally, ma in pista, con la con­qui­sta del­la prima edizione della Fia (Federazione internazionale dell’automobile) Wtcr (World touring car cup), manifestazione che in precedenza ri­spondeva al nome di Fia Wtcc e che, dopo la fusione con le “Tcr international se­ries”, è diventata il prestigioso campionato del mondo turismo di proprietà di “Eu­rosport events”.
La vittoria iridata è arrivata con la Hyundai i30 N affidata a un decano del mondo delle corse quale Gabriele Tarquini e all’ungherese Norbert Michelisz, il quale ha chiuso al quarto posto della classifica generale.
Proprio l’abruzzese, la cui esperienza, unita alle capacità del gruppo di lavoro cheraschese, è stata fondamentale per lo sviluppo della vettura, ha vinto il titolo piloti all’ultima gara, sul circuito di Macao, avendo la meglio sul francese Yvan Muller, anch’egli alla guida della vettura coreana, dopo un campionato 2018 che ha previsto la gara in Marocco, diverse date in Europa, poi in Cina e in Giappone.
Due squadre, Brc racing team e Yvan Muller racing, per quattro Hyundai in pista che, nel complesso, nella Fia Wtcr, hanno portato a casa tredici vittorie in trenta gare, con Gabriele Tar­quini capace di mettere le proprie ruote davanti a tutti in cinque occasioni, seguito da Thed Björk, a quattro, Muller a tre e Norbert Michelisz a una.
Sono dati che, per chi li ha vissuti in prima persona a bordo pista, si traducono in emozioni sempre vivissime.
Così è stato per Massimiliano Fissore, amministratore delegato del gruppo “Mtm”, specializzato nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di impianti a gas per auto, di cui Brc racing team rappresenta il reparto dedicato alle corse, creato nel 2011 per dimostrare come l’alimentazione a gas fosse performante, in grado di competere e vincere anche contro vetture utilizzanti carburante tradizionale.
Un obiettivo ampiamente raggiunto nel 2016, con il già citato titolo italiano rally conquistato da Basso e Granai.
Cosa che ha reso necessario trovare nuove sfide e opportunità.
Le due cose, una sfida di alto livello e un’opportunità imperdibile, si sono presentate grazie a Hyundai, come spiega lo stesso Fissore: «Avevamo creato u­na bella struttura guidata dall’ingegnere Gabriele Rizzo, un team di 35 persone con grandi capacità e, quando si è palesata la possibilità di correre nel nuovo campionato Wtcr con Hyundai, per sviluppare le po­tenzialità della i30 N e farla apprezzare al meglio al pubblico, siamo stati entusiasti».
È esagerato dire che il fatto stesso di essere stati scelti da Hyun­dai rappresenti una vittoria?
«È stato un atto di grande fiducia da parte di Hyundai e dell’ingegner Andrea Adamo (di cui ri­portiamo l’intervista nel box, ndr) nei nostri confronti. Ci siamo incontrati la prima volta nel 2016 partendo da un foglio bianco e due anni dopo, alla prima occasione, abbiamo vinto il titolo insieme. Per tutto il 2017 la nostra squadra, insieme a Hyundai e a Gabriele Tarquini, si è impegnata in attività di sviluppo, “test” in pista e riscontri chilometrici. Abbiamo messo a punto l’auto con l’obiettivo di prendere parte alla Wtcr di quest’anno e siamo riusciti a correre e vincere in uno dei quattro campionati più importanti al mondo sotto la Federazione in­ternazionale dell’automobile, insieme a Formula 1, Formula E e Fia Gt».
Quando ha capito che si poteva portare a casa il titolo?
«Siamo partiti con il campionato da Marrakech ed eravamo consapevoli di avere una grande squadra, una grande macchina e ottimi piloti. La certezza della vittoria, però, ce l’abbiamo avuto solo all’ultima curva di Macao, dove si è deciso tutto».
Cosa la soddisfa di più di questo straordinario successo?
«Il fatto che una squadra nuova sia immediatamente riuscita a essere competitiva rispetto a team storici e importanti. Ci abbiamo sempre creduto, affidandoci a persone che sono cresciute insieme alla squadra. Inoltre sono soddisfatto di aver ripagato Hyundai e la nostra proprietà della fiducia e dell’opportunità che ci è stata data».
E per il futuro?
«Continueremo a concentrare i nostri sforzi sul campionato Wtcr, potenziando ulteriormente l’impegno in una competizione che vede la presenza delle principali case costruttrici del pianeta. Nessun campionato ha tanti costruttori di prim’ordine in gara: stiamo parlando, oltre che di Hyundai, di Volkswa­gen, Audi, Seat, Peugeot e Alfa Romeo, a cui il prossimo anno si aggiungerà Volvo. È un campionato in forte crescita con una grande vi­sibilità, rivolto a costruttori intenzionati a promuovere la propria auto, paragonabile al modello in vendita per il grande pubblico. Noi stiamo già la­vorando per il 2019: a breve saremo in giro a fare “test” con l’obiettivo di continuare a tenere a Cherasco il titolo mondiale».