Presentazione del libro “I prigionieri di guerra in provincia di Cuneo. 1915 – 1919”

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Nella ricorrenza del centenario della fine del primo grande conflitto mondiale, sabato 24 novembre alle ore 16:30 presso il Museo Casa Galimberti, verrà presentato il libro “I prigionieri di guerra in provincia di Cuneo. 1915 – 1919” di Roberto Martelli. Dialoga con lui il professor Antonio Ferrero.

A fronte di una ricchissima letteratura sui soldati italiani impegnati nella Grande Guerra, a cento anni dalla fine della stessa molto poco ancora si sa dei nemici che venivano fatti prigionieri e reclusi nei vari campi di detenzione allestiti in Italia. Chi erano? Da dove provenivano? Quali erano i loro nomi? Cosa facevano durante le loro giornate? Furono trattati bene? Tentarono delle fughe? Ci riuscirono? Che ne fu dei prigionieri una volta terminate le ostilità? La loro presenza in diversi luoghi della provincia di Cuneo ci permette non solo di avere uno spaccato genuino ed obiettivo di quello che capitò anche nei restanti campi di reclusione in Italia, ma di conoscere pure i lavori che costoro fecero e che ancora oggi possiamo ammirare. Inoltre, attraverso le pagine del diario di uno di questi internati dell’esercito austro-ungarico tradotte per la prima volta, abbiamo la possibilità di conoscere, dal di dentro, la vita, a volte romanzesca, di questi uomini che, come tutti quelli impegnati sui vari fronti, avevano solo voglia di vivere e ritornare presto a casa.

Roberto Martelli
Nato a Cuneo nel 1969, dopo la maturità classica, si è laureato con lode nel 1994 in Lingua e Letteratura polacca all’Università di Torino. Ha studiato e continua a studiare il polacco, il francese, l’ungherese e il russo, senza disdegnare la filologia slava e quella ugro-finnica. Nel 2012 ha pubblicato, insieme a Cesana e Krzykawska, I polacchi a Cuneo nel 1862. Un episodio del Risorgimento italiano (ed. Nerosubianco). Nel 2018, sempre con Nerosubianco, ha pubblicato I prigionieri di guerra in provincia di Cuneo. 1915-1919. Nello stesso anno è apparso sul “Bollettino della Società degli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della provincia di Cuneo” un elzeviro dal titolo Il toponimo Saluzzo nelle versioni polacche ed ungherese di Griselda. Oltre che ad una nuova edizione più approfondita della vicenda cuneese della Scuola Militare Polacca, attualmente sta lavorando ad uno studio sulla presenza di legionari ungheresi a Cuneo nel 1863 e alla riscoperta di un dramma teatrale scritto in italiano dall’ufficiale medico della Scuola Militare di Cuneo, il dottor Tripplin, edito a Pisa nel 1864 ed intitolato Le donne polacche. É di prossima pubblicazione, negli Atti del Convegno, il suo intervento al Congresso Internazionale “Stranieri in grigioverde, 1915-1918. La Grande Guerra degli altri”, svoltosi a Torino e Moncalieri dal 18 al 20 ottobre scorso. Lavora presso la Biblioteca Civica di Cuneo, come responsabile della sala consultazione, dove è anche fra i curatori dell’annuario “Rendiconti”. Sposato con Serena, ha due bellissime bambine, Valentina e Francesca.