I 10 ANNI DI MARCO ROSSO AL CUNEO – CAPITOLO I: dalle prime parole al gol-Scudetto di Di Paola | Cinque tecnici in tre anni e la prima vittoria: all’alba della sua presidenza

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“Entriamo in questo mondo in punta di piedi ma garantiamo serietà, trasparenza ed entusiasmo. La nostra intenzione è di allestire una squadra competitiva in grado di primeggiare nel campionato di competenza. Campionato che sarà quello di serie D, cui abbiamo già provveduto a iscrivere il Cuneo Calcio. Abbiamo deciso di non presentare domanda di ripescaggio in serie C2 perché con il poco tempo a nostra disposizione avremmo rischiato di non riuscire a fare le cose nella maniera migliore”.

 

Si presentò così il giovane imprenditore tarantaschese Marco Rosso, appena divenuto nuovo presidente del Cuneo Calcio. Era l’8 luglio 2008. L’inizio di un’era, chiusa dieci anni dopo. Ideawebtv.it ripercorrerà in alcune tappe la storia di una presidenza che, tra alti e bassi, ha comunque dato tanto ad una piazza arrivata fino ai vertici della terza serie professionistica nazionale.

 

“E invece noi abbiamo piani seri e programmi ambiziosi. Garantiamo alla città impegno e buona volontà. Vogliamo da subito allestire una formazione competitiva, in grado di primeggiare e, in ogni caso, desideriamo riportare il Cuneo in alto. Riteniamo che questo club rappresenti un punto di riferimento per tutta la provincia di Cuneo e anche per il Piemonte intero. Faremo del nostro meglio per riconferire alla società il rango che le compete e per ridare ai tifosi le soddisfazioni che meritano. Abbiamo moltissime idee e altrettanti progetti che ci auguriamo di sviluppare con competenza e diligenza. Per questo ci rivolgiamo anche ai cuneesi, alle istituzioni e a soggetti esterni che saranno fondamentali in questo nostro percorso futuro. Crediamo nel settore giovanile e continueremo il buon lavoro fatto dalla famiglia Arese. Famiglia cui abbiamo chiesto di seguirci in questa nostra nuova avventura per consigliarci ed indirizzarci verso le scelte migliori, se non altro nei primi tempi, in modo tale da evitare di commettere errori grossonali. Non siamo speculatori, nè tantomeno persone in cerca di visibilità. Speriamo che per noi possano parlare i fatti”.

 

Proseguiva così, Rosso, in un mix tra grandi aspettative e desiderio di dimostrarsi all’altezza dell’eredità lasciata dalla famiglia Arese.

 

Il primo Cuneo di Marco Rosso, quello targato Licio Russo, ex tecnico del Giaveno, raccontò già molte cose di quella che sarebbe stata la decennale presidenza: squadra giovane, con qualche innesto d’esperienza e giocatori pronti a rilanciarsi (Lamberti, Domestici, Foglia, Maio, Anderson, Vincenzo Insinna, poi divenuto giocatore di calcio a 5, Mosè Pepino, il figlio d’arte Camolese). L’esordio il 24 agosto, con una sconfitta in Coppa Italia nel derby con l’Albese. Questo il primo undici: Maio; Lorenzini, Cocito (21’ st Domestici), Anderson, Camolese (23’ st Gerbo); Merialdo (40’ st Villani), Friso, Corbo; Rossi, Foglia; Lamberti. Un 4-3-2-1 che lasciava intravedere spiragli di fantasia, poi spesso subordinata alla concretezza nel corso delle stagioni successive. Russo durerà fino alla dodicesima giornata prima di cedere la panchina a Giancarlo Corradini: un’altra abitudine del decennio.

 

Ne nacquero due annate quasi fotocopia: undicesimo posto in entrambe le circostanze (44 e 42 punti in 36 giornate) in una Serie D che era ancora la quinta divisione nazionale e che annoverava al suo interno una quantità di squadre sabaude da fare impressione (11 il primo anno, 10 il secondo). Due annate e quattro tecnici: Russo, il subentrante Corradini, Danilo Bianco all’alba del 2009/10 e, sin dalla quinta giornata, Vittorio Zaino. Quel Cuneo, tanto variopinto e mutevole presentava però già caratteristiche che saranno proprie della maggior parte delle annate successive: una certa solidità difensiva (addirittura quarto reparto arretrato di categoria nel 2008/09) combinata alla sterilità dell’attacco (secondo peggiore con 28 gol all’attivo nella prima annata).

 

Due stagioni che furono il preludio ad uno dei momenti più alti della presidenza Rosso. Quello del trionfo nel campionato 2010/11. Quello dell’apoteosi contro il Perugia, con la vittoria dello Scudetto di Serie D ai danni degli umbri grazie ad una rete di Di Paola. Quello che portò Cuneo in televisione ed il suo presidente nel cuore dei tifosi biancorossi. Quello di un matrimonio divenuto una costante: Cuneo e Salvatore Iacolino. Questo il tabellino di quel giorno:

 

Perugia-Cuneo 0-1 (Finale scudetto D, sabato 11 giugno 2011)
PERUGIA (4-4-2): Ripa; Pupeschi, Cacioli, D’Ambrosio, Zanchi; Rampi (31′ st Luchini), Benedetti, Borgese, Mariani (11′ st Fiordiani); Bartolini, Frediani (14′ st Corallo). A disp. Riommi, Taccucci, Mocarelli, Marri. All. Battistini.
CUNEO (4-3-1-2): Tunno; Passerò, Lazzeri, Sentinelli, Morabito (9′ Migliore); Lodi (34′ st Buelli), Longhi, Galfrè; Garavelli (21′ st Mazzotti); Di Paola, Fantini. A disp. Baudena, Roveta, Capannelli, Sese. All. Iacolino.
ARBITRO: Sacchi di Macerata
MARCATORI: 21′ st Di Paola
NOTE: spettatori 800 circa di cui circa 50 da Cuneo e circa 300 da Perugia, ammoniti Pupeschi, Corallo (P), Di Paola, Sentinelli (C), espulso Bartolini (P) al 30′ st per fallo a palla lontana. Calci d’angolo 6-5 per il Perugia, recuperi 1′ e 4′.

 

Il Cuneo era campione d’Italia tra i dilettanti e poteva addentrarsi finalmente nel professionismo, trascinato dai gol di Enrico Fantini, autore di un memorabile poker nello storico 5-1 rifilato all’Asti nel derby del 6 febbraio 2011, che valse il primato ai biancorossi. La Lega Pro era realtà, ma questa è un’altra storia, che racconteremo nella prossima puntata…

 

CC – Redazione Sportiva Ideawebtv.it

 

In foto, l’esultanza del Cuneo campione d’Italia 2010/2011 (Fonte: seried.lnd.it)