Nel 2018 in Piemonte stimati 3500 nuovi casi di tumori polmonari

0
490

In occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco, la Lega Italiana Lotta Tumori di Torino organizza un convegno aperto a tutta la cittadinanza dal titolo “Sarà proprio vero che il fumo faccia così male?”, che si pone l’obiettivo di illustrare in modo esaustivo ed oggettivo i rischi relativi al fumo, in particolare in ambito di Prevenzione Oncologica.  “Combattere il fumo, attivo e passivo è il primo passo della prevenzione, unica arma infallibile contro le malattie croniche”.

 

Il fumo di sigaretta, come da evidenze scientifiche, è la causa principale del tumore del polmone e della BPCO (Bronco-Pneumopatia Cronico Ostruttiva). Durante la combustione della carta del tabacco vengono liberate circa 5000 sostanze che vengono inalate durante l’inspirazione. La maggior parte di tali sostanze determinano un processo infiammatorio della mucosa bronchiale, che negli anni determina una alterazione strutturale della molecola della mucosa bronchiale stessa che può causare un alterazione del DNA con relativa produzione della cellula neoplastica. Un processo infiammatorio cronico della cellula del bronco determina una ridotta escursione delle fibre muscolari con relativa riduzione della funzione respiratoria (inspirazione/espirazione) e con comparsa dei classici sintomi polmonari, quali tosse, dispnea, astenia, fino ad arrivare all’insufficienza respiratoria (carenza di Ossigeno) e la necessità dell’ossigeno-terapia domiciliare. In Piemonte sono stati stimati, nel 2018, 3500 nuovi casi di tumori polmonari.

 

Tale neoplasia è la terza causa di morte dopo i tumori intestinali e tumori mammari. Da non sottovalutare la patologia cronica polmonare (BPCO). Tale affezione rappresenta il 55% di tutte le patologie polmonari ed è la causa più frequente di morte delle malattie polmonari in toto. Gli studi scientifici prevedono che intorno al 2030 sarà la 3° causa di morte. Dal punto di vista socio-economico vengono segnalate in Italia 10 milioni di giornate lavorative perse dovute alla BPCO. Pertanto l’unica reale possibilità di ridurre tali patologie è la profilassi: astensione dal fumo di sigaretta. I tumori del distretto testa-collo rappresentano un gruppo di neoplasie di varie sedi anatomiche (cavità orale, orofaringe, rinofaringe, ipofaringe, faringe, laringe).

 

Fattori di rischio: L’alcol ed il tabacco sono i due più importanti fattori di rischio per i tumori della testa e del collo, in particolare per i tumori del cavo orale, dell’orofaringe, dell’ipofaringe e della laringe. Almeno il 75% dei tumori della testa e del collo è causato dall’abuso di alcol e di tabacco. Le persone che abusano sia di tabacco che di alcol sono a maggior rischio di sviluppare questi tumori rispetto alle persone che usano uno solo dei due  fattori. Chi fuma ha un rischio 15 volte più alto di sviluppare il tumore rispetto a chi non fuma.

 

Incidenza: Nel 2017 sono stati stimati  circa 9.400 nuovi casi di tumore del testa-collo, 7.200 tra gli uomini e 2.200 tra le donne e rappresentano circa il 4% e l’1% di tutti i tumori incidenti, rispettivamente. I tumori del testa-collo sono la quinta neoplasia più frequente e rappresentano il 5% dei tumori negli uomini nella fascia di età tra i 50-69 anni ed il  2%  nelle donne nella fascia tra i 50 e 69 anni. Il rischio di sviluppare un tumore del testa-collo è più elevato negli uomini (1 su 40) che nelle donne (1 su 182): in entrambi i sessi il rischio aumenta all’aumentare dell’età e soprattutto con le già note abitudini voluttuarie (abuso di alcol e tabacco).

 

Diagnosi precoce: La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale  ai fini della sopravvivenza. Infatti, le neoplasie identificate in fase precoce hanno una percentuale di guarigione variabile tra il 75 ed il 100% dei casi. Si rende quindi necessario definire delle strategie indispensabili per smettere di fumare, che oltre alla prevenzione, possano ridurre questi dati appena esposti. La LILT, in collaborazione con il Ministero della Sanità e con l’ISS, ha ideato e sperimentato un Metodo che risponda ai requisiti di efficacia e diffusibilità. Il Metodo ha un approccio Cognitivo – Comportamentale e risponde ad efficaci assunti di base: Motivazione a Smettere di Fumare e Cambiamento delle Abitudini. Lavorando con queste basi le persone portano risultati molto soddisfacenti, poichè coinvolte nel processo di cambiamento. Si parte dal presupposto che se il Fumare è un comportamento acquisito, che mantiene una continuità nel tempo rispondendo a bisogni di piacere, rassicurazione, scarico dello stress, abitudine, etc, sarà allora possibile con-durre il fumatore a dis-imparare questo comportamento, modificando atteggiamenti ed azioni. Pertanto una volta valutata la Motivazione e la Volontà a Smettere di Fumare, la Lilt aiuterà la persona a trovare validi e funzionali stratagemmi per ingannare il desiderio di fumare, rimandando il momento della sigaretta fino ad eliminarla, sostituendola con valide alternative. E’ un’impostazione costruttiva e finalizzata ad incoraggiare gli sforzi che il fumatore deve sostenere per raggiungere il tanto agognato obiettivo di diventare EX FUMATORE. Tale metodologia, è stato appurato, ha dei risultati continuativi nel tempo in quanto agisce a livello interno della persona e non a livello superficiale.

 

Al termine del Convegno sarà possibile aderire alle visite di Prevenzione Oncologica Primaria del Tumore al Polmone (28/06/2018 – 30/06/2018) (responsabile pneumologo dottor Francesco Coni) e del Tumore del Cavo Orale, Faringe e Laringe (8/06/2018) (responsabile otorinolaringoiatra professor Giancarlo Pecorari) che si svolgeranno, con prenotazione, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Per ricevere informazioni dettagliate relative al programma del Convegno, potete contattare la segreteria allo 011/836626, oppure tramite mail: [email protected].