Cuneo: ragazza minorenne seduceva uomini per poi rapinarli| Le vittime venivano addormentate e derubate: complice della giovane un albanese, a smascherarli un’operazione della Squadra Mobile

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Una cena con altre persone o un incontro causale al supermercato erano le occasioni giuste per farsi notare per una bella ragazza romena denunciata insieme al fidanzato albanese. Lei per concorso in rapina, lui per rapina aggravata ed estorsione.

 

La ragazza, che si faceva chiamare Bianca e che vive nel monregalese, è minorenne, ma si presentava come una 25enne e non passava inosservata per la sua avvenenza. Puntata e avvicinata la vittima, solitamente di mezza età, scattava la seconda parte del piano: la cena a casa dell’uomo, che al momento opportuno veniva narcotizzato con un potente farmaco diluito nel vino. Quando si risvegliava dopo un lungo sonno, la vittima si trovava derubata.

 

A smascherare la coppia è stata la Squadra Mobile di Cuneo attraverso un’indagine i cui dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa in Questura: “L’operazione è partita dalla denuncia di una vittima – ha spiegato il Capo della Squadra Mobile Marco Mastrangelo -: ci ha fornito il numero della ragazza e attraverso una verifica dei contatti siamo risaliti al complice, che era l’intestatario del numero telefonico”. Si tratta di un albanese di 25 anni, il regista dei colpi: portava la ragazza agli incontri e la attendeva in zona una volta messe a segno le rapine.

 

Le successive indagini, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche, hanno consentito di portare alla luce un secondo episodio, svolto con lo stesso modus operandi. Vittima un amico dell’altra persona derubata, a cui è stata sottratta anche l’auto (poi restituita), ma che è successivamente riuscito a contattare la ragazza, che gli ha spiegato di non essersi sentita bene e di essersi fatta accompagnare in ospedale dal fratello mentre lui dormiva. Il sedicente fratello, che altri non era che il complice, aveva anche invitato l’uomo, intenzionato a sporgere querela, a non farlo, dal momento che aveva avuto rapporti sessuali con una minorenne.

 

“In realtà i rapporti sessuali non sono mai stati consumati – hanno specificato Mastrangelo e l’ispettore Giancarlo Floris della sezione reati contro il patrimonio – . Però quegli ammonimenti generavano timore nelle vittime: non è stato facile convincere queste persone a denunciare, la partenza dell’operazione è stata difficile anche per questo, ma poi i risultati sono arrivati”.

 

Per narcotizzare le vittime, veniva utilizzato un potente farmaco ansiolitico, il Ritrovil, che poteva anche mettere a rischio la vita se assunto da una persona sofferente di cuore. La ricetta è stata rinvenuta nel corso delle perquisizioni: era della madre della minorenne, che però, come il padre, non vive in Italia.

 

Gli episodi accertati dalla Squadra Mobile sono due, si riferiscono a circa un mese e mezzo fa e sono avvenuti nel cuneese, ma non si esclude che ce ne possano essere altri non ancora denunciati: “Chi è vittima di situazioni di questo genere difficilmente è portato a segnalare i fatti – ha concluso il questore Giuseppe Pagano -. Noi ci auguriamo che dopo questi risultati possano uscire allo scoperto e trovare il coraggio di denunciare quanto accaduto”. 

 

Il giovane albanese è ora in carcere, mentre la ragazza minorenne si trova in una comunità in Toscana.

 

Gabriele Destefanis