Il villanovese Elia Vazquez è il nuovo Coordinatore Nazionale dei giovani Fidas

0
491

Il villanovese Elia Vazquez, classe 1992, è il nuovo coordinatore nazionale dei giovani Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue).

La sua elezione è avvenuta domenica 18 marzo a Pordenone in occasione del Meeting nazionale, l’incontro annuale di formazione dedicato ai volontari tra i 18 e i 28 anni che vede la partecipazione di ragazzi provenienti da tutta Italia. Elia Vazquez, laureato in Servizio Sociale e studente del corso magistrale in Politiche e Servizi Sociali, rimarrà ora in carica per i prossimi due anni con il compito di rappresentare la realtà giovanile dei volontari della Fidas di tutta Italia e dare attuazione alle linee programmatiche dell’Assemblea Nazionale Giovani, anch’essa eletta a Pordenone.

 

Essere stato eletto Coordinatore Nazionale – spiega Elia Vazquez – rappresenta un grande successo sia a livello personale che come riconoscimento per la nostra associazione Avas-Fidas Monregalese che in questi anni ha saputo davvero investire sui giovani, sulla loro formazione e rendendoli sempre protagonisti. Il primo punto che intendo affrontare come Coordinatore Nazionale sarà proporre opere di sensibilizzazione alla donazione del sangue collegandole ad argomenti di natura sociale, così da creare azioni maggiormente legate all’attualità che, di conseguenza, si prestano con più efficacia ad un target di giovani donatori come ad esempio la donazione di sangue come strumento di integrazione. L’Italia infatti è uno dei paesi con la popolazione più vecchia al mondo, questo significa che i donatori di sangue in futuro non avranno sufficiente ricambio generazionale per riuscire a garantire l’attuale autosufficienza in materia di emocomponenti. I giovani vogliono donare e sono maggiormente sensibili all’argomento rispetto al passato ma semplicemente non sono abbastanza. In tale contesto le popolazioni immigrate in Italia sono una risorsa fondamentale poiché sono l’unica componente della popolazione ad essere giovane ed in crescita demografica. Una volta compresa l’importanza di avvicinare gli stranieri al dono del sangue è però fondamentale porsi un obiettivo molto più ambizioso, ovvero quello dell’integrazione. In Italia la donazione di sangue è un gesto responsabile, volontario, anonimo e gratuito, questo significa che per avvicinare una persona alla donazione, italiana o straniera non ha importanza, è fondamentale che quel qualcuno si senta parte della comunità per cui farà questo gesto di puro altruismo, in altre parole che sia integrato”.