CARDE’ un anno dopo l’alluvione 2016: troppi interlocutori per il comune, difficile una linea condivisa (GUARDA LE FOTO)

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Più di un metro di acqua nelle case più vicine al fiume Po. Canotti che viaggiavano per le vie alla ricerca di abitanti da portare al riparo. Tanta rabbia per ciò che poteva essere fatto. Cardè un anno dopo l’alluvione del 2016 è ancora alla ricerca di risposte per un disastro che si poteva evitare o, quanto meno, limitare.

 

Molti i lavori già fatti dall’Amministrazione Comunale per la manutenzione dell’alveo del fiume, come la pulizia di alcune zone completamente popolate da alberi che intralciavano il corso dell’acqua, ma le differenti proprietà dei terreni rendono difficile la coordinazione del lavori di manutenzione e prevenzione.

 

Anche i rimborsi per i privati e per le aziende agricole tardano ad arrivare, una questione che amareggia molto il vice Sindaco Morena che sottolinea quanto i danni alle case nelle zone limitrofe al Po siano stati ingenti. Intanto il fiume continua a conquistare spazi ed in località Cascinasse la situazione è impressionante con l’erosione che ha, di fatto, deviato ed allargato il corso del Po.

 

Passeggiando con il vice Sindaco Morena e l’assessore Baudo per le vie di Cardè sembra difficile immaginare che quelle strade fossero, appena un anno fa, completamente inondate con i canotti che navigavano su via Manero per soccorrere le famiglie rimaste imprigionate nella propria casa dalle acque.

 

Un appello quello del Comune di Cardè affinchè si possano ottenere i rimborsi per gli alluvionati e anche per uno studio di maggior prevenzione. Amministrazione, Regione, AIPO parlino, si confrontino e trovino un accordo: rivedere certe immagini sarebbe un orrore.

 

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