Le industrie manifatturiere della provincia volano nel 3° Trimestre

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Nell’ambito della consueta collaborazione tra Unioncamere Piemonte, Confindustria Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Unioncamere Piemonte diffonde oggi i dati della 184ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali.

 

La rilevazione è stata condotta nei mesi di ottobre e novembre con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2017 e ha coinvolto 1.269 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 89.690 addetti e un valore
pari a circa 52,5 miliardi di euro di fatturato. Il III trimestre 2017 ha confermato il buono stato di salute del comparto
manifatturiero piemontese: la produzione industriale ha registrato, infatti, una crescita del 2,7% rispetto allo stesso trimestre del 2016, frutto di andamenti positivi realizzati in quasi tutti i principali settori e nella totalità delle realtà territoriali.

 

Il risultato del periodo luglio-settembre 2017, che segue la crescita del 3,2% registrata nel II trimestre e quella del 4,5% manifestata nei primi tre mesi dell’anno, appare ancora più significativo se si tiene conto del fatto che la variazione è stata calcolata rispetto al III trimestre 2016, periodo in cui la produzione cresceva già del 2,7%.

 

L’incremento della produzione industriale si associa ai risultati positivi registrati dagli altri indicatori analizzati: si evidenziano, infatti, incrementi tendenziali degli ordinativi interni (+2,3%) e di quelli esteri (+5,8%); in media, il fatturato totale delle imprese manifatturiere intervistate cresce del 3,7% rispetto al periodo luglio-settembre 2016, con la componente estera che registra un incremento del 4,9%; il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 64,4%.

 

Il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello, commenta: “Possiamo dire di essere sulla strada giusta: le nostre imprese producono, ottenendo buoni risultati soprattutto grazie alla loro capacità innovativa e organizzativa, sia per il mercato interno che per quello estero. E lo fanno con un rinnovato entusiasmo che speriamo possa avere effetti positivi anche sull’occupazione, soprattutto giovanile. È però compito imprescindibile delle istituzioni governative agevolare questo percorso di crescita con politiche tese alla sburocratizzazione, alla riduzione del digital divide e alla crescita dei processi di internazionalizzazione, politiche che ora più che mai risultano cogenti e necessarie. L’impresa non può essere lasciata sola”.

 

Disaggregando i risultati relativi all’andamento della produzione industriale in base al comparto di appartenenza emerge come, nel trimestre in esame, si siano registrate performance positive per la maggior parte delle realtà produttive.

 

Unica vera eccezione risulta la filiera del legno e del mobile che ha evidenziato una contrazione dell’output dell’1,3% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Per i mezzi di trasporto, che hanno realizzato risultati più che brillanti nei primi sei mesi dell’anno, il terzo trimestre 2017 si chiude all’insegna della stabilità (-0,5%).

 

Questo andamento è frutto di performance differenziate all’interno del settore: mentre la produzione di autovetture ha segnato un calo del 6%, meglio è andata alla componentistica autoveicolare (+5,5%); l’aerospazio ha registrato una variazione tendenziale della produzione pressoché nulla (-0,6%).

 

Tra gli altri comparti le dinamiche maggiormente positive hanno caratterizzato le industrie elettriche ed elettroniche (+8,4%), il comparto dei metalli (+6,2%) e le industrie meccaniche (+4,3%). Al di sotto del risultato medio regionale ma con performance sempre positive l’industria chimica e delle materie plastiche (+2,6%), il tessile (+1,8%) che torna a crescere dopo qualche trimestre di contrazione, e alimentare (+1,1%).

 

L’analisi della dinamica della produzione industriale per classe di addetti evidenzia, nel III trimestre 2017, tendenze positive per tutte le dimensioni d’impresa. Le medie imprese (50-249 addetti) registrano l’incremento più sostenuto (+5,5%); l’output prodotto aumenta dell’3,8% per le realtà di piccole dimensioni (10-49 addetti), cresce dello 0,4% per le grandi imprese (oltre 249 addetti) e risulta stazionario per le micro aziende (meno di 9 addetti).

 

Nel periodo luglio-settembre 2017 la crescita della produzione industriale ha riguardato la totalità dei tessuti produttivi
locali. L’incremento più sostenuto è stato registrato dalla manifattura astigiana (+4,2% rispetto al III trimestre 2016+). Segue, per intensità di crescita, il biellese, le cui industrie realizzano un incremento dell’output prodotto del 3,5%.

 

Sempre con sviluppi produttivi superiori alla media regionale troviamo le imprese manifatturiere di Cuneo (+3,2%) e quelle di Vercelli (+3,0%). In linea con il risultato piemontese si collocano Alessandria, Novara e Torino con variazioni tendenziali rispettivamente pari a +2,6%, +2,5% e +2,3%. Il Verbano Cusio Ossola, realizza, in fine, l’incremento produttivo meno sostenuto (+1,6%).