Industria 4.0, anche Istat dà ragione alle PMI: “Sgravi ancora poco fruibili dalle aziende medio-piccole”

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Oramai le motivazioni per agire a favore di un assetto normativo e fiscale più favorevole a PMI 4.0 vengono dalle stesse autorità statistiche dello Stato.

 

L’Istat, nella propria ultima più recente rilevazione sull’impatto delle misure fiscali di governo per le aziende, riferite al beneficio del cosiddetto super e iper ammortamento, per l’acquisto di impianti o macchinari e brevetti o software da parte delle imprese, “ha certificato una osservazione formulata dalla nostra Associazione fin dall’inizio, ossia la concentrazione della gran parte dello sgravio tributario a favore delle aziende medio-grandi e meno orientate al mercato interno o nazionale – commenta il Presidente provinciale di Confapi, Pierantonio Invernizzi – Se da una parte ci siamo espressi a favore del principio generale alla base dell’incentivo in questione, ossia l’introduzione di strumenti finanziari pubblici automatici a beneficio delle aziende disposte a scommettere e investire sul proprio ammodernamento, dall’altra abbiamo fin dall’inizio evidenziato il rischio che gli stessi provvedimenti fiscali potessero avere un impatto solo secondario, indiretto o subordinato per le realtà imprenditoriali medio piccole. Così purtroppo è stato”.

 

L’Istituto di statistica nazionale ha rimarcato che i soggetti economici aziendali al di sotto della soglia dei 50 dipendenti – ossia i nove decimi della base economica e produttiva del territorio regionale e nazionale – hanno conseguito nella loro totalità appena un terzo delle agevolazioni fiscali” complessivamente stanziate e assegnate dal governo. “Parliamo di opportunità che, se adattate al carattere particolarmente diffuso del nostro sistema industriale meccanico, potrebbero favorire una ripresa manifatturiera molto più robusta di quella che oggi si sta manifestando, e soprattutto molto più diffusa e spalmata su tutte quelle aree geografiche che un tempo erano i nostri distretti. Siamo lieti che questi dati e questo dibattito siano concomitanti con la nascita della sezione cuneese di Unionmeccanica – aggiunge il responsabile di categoria Paolo Cantelmi – perché questo costituisce il fronte principale del nostro intervento propositivo per addivenire a un sistema di PMI 4.0, ossia il più formidabile argine alla delocalizzazione e il più forte assist al ritorno di interi segmenti di produzione, riqualificati, sui nostri territori storici“.

 

La nostra piattaforma di proposta si sviluppa in una sinergia collaborativa con le Confederazioni di livello superiore e nazionale – conclude Invernizzi – e nella stessa ottica si svilupperà in occasione della prossima celebrazione a Roma del 70esimo anniversario di Confapi a cui parteciperemo per rafforzare le collaborazioni con i vertici nazionali e gli amici Presidenti Casasco, Casalini e Cozzo che hanno confermato fiducia al protagonismo territoriale come base di ripresa economica”.