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I CAS e il percorso del malato oncologico | Sabato 7 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30, un convegno aperto al pubblico a Cuneo, in Provincia. Altro incontro ad Alba il 21 ottobre

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L’organizzazione della rete oncologica sul territorio, i CAS (Centri di Accoglienza e Servizi), i GIC (Gruppo Interdisciplinari di Cura).

Sono argomenti che saranno trattati nel corso del convegno aperto ad associazioni e cittadini, in programma sabato 7 ottobre (dalle ore 9.30 alle 12.30) a Cuneo, presso la sala Falco della Provincia (corso Dante 41). 

L’evento (al quale seguirà un secondo incontro ad Alba, presso la Fondazione Ferrero sabato 21 ottobre dalle 9 alle 12) rientra nella campagna di comunicazione predisposta dalle Asl CN1, CN2 e dall’azienda S. Croce e Carle di Cuneo, con lo scopo di illustrare, con il ricorso a materiale cartaceo (roll-up, cartoline, brochure informative) e multimediale la presa in carico e il percorso diagnostico-terapeutico del malato di cancro.
“Il CAS è il punto d’ingresso del malato nel percorso – spiega Pietro La Ciura, direttore della struttura di Oncologia e Cure Palliative dell’Asl CN1”.

Il Centro consente la presa in carico globale del paziente. E’ questa la grande novità. Spiega Cristina Granetto, responsabile del CAS del S. Croce e Carle: “La malattia oncologica travolge il paziente e la sua famiglia come uno tsunami. Il Centro di Accoglienza e Servizi è stato istituito alcuni anni fa e serve da regia per il paziente. Con la presa in carico globale, assume un ruolo fondamentale anche la figura dell’infermiere, che rileva i bisogni dei pazienti collaborando con psicologo, assistente sociale, dietologo”.
Le aziende hanno definito precisi percorsi detti PDTA (percorsi diagnostico terapeutici assistenziali) per ciascuna patologia, gli specialisti si riuniscono nel GIC (Gruppo interdisciplinare di Cura) che rappresenta una collegialità più strutturata rispetto al passato.
Gloria Chiozza e Paola Malvasio, direttori sanitari di Asl CN1 e S. Croce e Carle: “Con questo sistema si garantisce la stessa qualità di cura per il cittadino, ovunque egli abiti sul territorio, l’accesso diventa indipendente perché il sistema si coordina”.

La base scientifica di questa organizzazione è il Piano Nazionale Esiti (PNE). Lo spiega Giovanni Messori Ioli, che è direttore sanitario di azienda alla CN2: “L’esito, l’outcome di salute, è garantito dal raggiungimento dei volumi

di trattamento prescritti, che sono la base dell’organizzazione della rete in Piemonte e Valle d’Aosta”.

Sia il 7 ottobre a Cuneo sia il 21 ad Alba, sarà presente Oscar Bertetto, direttore della Rete Oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta.

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