Nuovi appuntamenti per Recondite Armonie all’Aida di Cuneo ed al Museo Ferroviario di Savigliano

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Relazione – nesso – legame – collegamento – concatenazione – rapporto: il senso della parola connessione si espande considerando le caratteristiche del calendario 2017 di Recondite Armonie, organizzata dagli “Amici della Musica” di Savigliano fino al 17 settembre in diverse città del cuneese. Il direttore artistico è il musicista Ubaldo Rosso.

 

 

Martedì 11 luglio CUNEO Ore 21.15 (in caso di pioggia l’opera è rimandata al giorno successivo) in Piazza della Costituzione -AIDA (opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni, basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette).

Orchestra Filarmonica del Piemonte Aldo Salvagno direttore – Robert Bouvier regia Alcuni ruoli saranno assegnati ai premiati del Concorso Enzo Sordello di Cuneo 4° ed.

 

Intramontabile hit nel cuore dei melomani d’ogni latitudine, l’Aida rappresenta uno dei grandi capolavori dell’ultima stagione creativa verdiana, intesa a costruire un prodotto “transfrontaliero” per destinazione (la prima fu, com’è noto, al Cairo) per soggetto (la schiava etiope si presta a tutt’oggi al dibattito sull’integrazione) e soprattutto per ambientazione musicale, considerata la ricchezza di una partitura capace di straordinarie scene corali (per tutte il celeberrimo trionfo del II atto con le sue “trombe egiziane”) quanto di raffinatezze intimistiche nel raccontare il tormento di un’anima costretta dal conflitto tra amore e dovere, passione e pietas filiale. Proseguendo una collaborazione ormai tradizionale, parte del cast vocale verrà dal Concorso Enzo Sordello con l’obiettivo dunque di offrire la pratica diretta del palcoscenico in ruoli del grande repertorio ad interpreti giovani ma selezionati con cura. Sul podio Aldo Salvagno alla guida dell’Orchestra Filarmonica del Piemonte, promotrice di svariati allestimenti operistici.

 

Giovedì 13 luglio SAVIGLIANO Ore 21.15 – il Museo Ferroviario
DAVE MORETTI BLUES REVUE
Il titolo è un omaggio alla canzone di J.Hendrix (in realtà “Hear my train’ co- min’”) ma in particolar modo al genio di quell’artista che ha segnato un cambiamento epocale nella storia della musica blues e rock. L’idea di portare al museo ferroviario un piccolo festival blues rimanda alle suggestioni del viaggio, con la presenza fisica di un mezzo trasformato in simbolo: la loco- motiva del progresso per i futuristi alla Marinetti, il fischio dell’evasione per l’impiegato di Pirandello, il treno è parola chiave nel blues, presente in una infinità di brani musicali e nell’immaginario di tantissimi autori. Nel blues dal 2007, l’armonicista torinese Dave Moretti è oggi una delle realtà del blues made in Italy, con un soundvintage – ma allo stesso tempo moderno – che fonde il West Coast blues degli anni ‘50 e ‘60 con lo jump, R’n’B ed il soul. Con all’attivo due dischi a suo nome accolti entusiasticamente da pubblico e critica, ricevendo ottime recensioni ed airplay in Europa e Stati Uniti, il suo sound è stato paragonato dalla critica a nomi del calibro di William Clarke, James Cotton e George ‘Harmonica’ Smith. Il gruppo, nel 2010, ha vinto il premio Lorenzo Vecchiato, come migliore blues band italiana esordiente, ed il concorso indetto dalla prestigiosa rivista americana Blues Revue, posizionandosi tra le band più votate dai lettori del magazine accanto a Joe Bonamassa e Nick Moss. Nel 2015, ha vinto l’Italian Blues Challenge e rappresenta la scena blues italiana nella finalissima europea dell’European Blues Challenge a Bruxelles. Negli anni ha condiviso il palco con star del blues, quali il leggendario Sonny Rhodes, North Mississippi Allstars, Andy Just, Kenny Neal, Watermelon Slim & the Workers, Eric Sardinas, Big Pete Pearson e Nico ‘Wayne’ Toussaint ed ha collaborato in studio e suonato in Italia, Francia, Svizzera e Germania.

 

Venerdì 14 luglio SAVIGLIANO Ore 21.15 – il Museo Ferroviario
MAX ALTIERI LIL’COMBO TRIO
“Mipiace il sound compatto, semplice, guidato da una vocalità sobria ed essenziale per dare maggior spazio all’espressività e al respiro del blues. Groove e feeling sono per me fondamentali, senza è come togliere il motore alla tua automobile… difficile che ti porti da qualche parte” Così il chitarrista torinese Max Altieri spiega le caratteristiche del suo blues, fortemente influenzato dal repertorio del Chicago Blues. La grande città industriale dell’Illinois, accogliendo la grande migrazione di negri americani seguita alla crisi del ‘29, divenne protagonista di un sound caratterizzato da chitarre elettriche e armoniche a bocca amplificate, lo stesso che, partendo da Muddy Waters, Willie Dixon ed Howlin Wolf e passando attraverso Chuck Berry doveva costruire più che un ponte con il rock dei Rolling Stones, Cream, Led Zeppellin.

 

I concerti sono suddivisi in sei settori: “Organi Vespera”, “Antiqua”, “Celtica”, “Cambi di stagione” (rassegna a Monforte d’Alba), Opera in piazza e My Train Comin’ Blues Fest.
Contribuiscono all’iniziativa il Ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Piemonte, La Fondazione CRT, le città di Cuneo, Savigliano, Saluzzo, Bra, Cherasco, Racconigi, Centallo, Revello, Monforte d’Alba.

 

Intime relazioni infatti stringono i concerti organistici, non solo per la dimensione solistica degli appuntamenti, ma per i riferimenti storici legati ai manufatti dell’arte organaria piemontese – dagli organi Vittino agli strumenti Vegezzi-Bossi – destinata a gloriosi risultati ben oltre la cortina del piccolo paese di provenienza. Un nesso stringente avvicina pure i concerti di musica antica, orientati nella definizione della locandine da ricorrenze biografiche come i 250 anni dalla morte di Telemann e storiche, come il 500 anniversario della Riforma. Il legame con la letteratura si configura almeno in due situazioni, laddove i testi di Cervantes o di S. Agostino si prestano a suggestivi prolungamenti musicali.

 

Collegamenti tutt’altro che labili sullo sferragliare di vecchie locomotive conservate nel Museo Ferroviario sperimentano i concerti di musica celtica e la piccola rassegna dedicata al blues, offrendo panoramiche sul meglio della produzione nostrana in merito al folklore di etnie europee ed oltreoceaniche. Concatenzioni multiple offre il settore operistico vantando la collaborazione con enti di produzione come l’Orchestra Filarmonica del Piemonte e concorsi come il Sordello per voci liriche, nell’obiettivo comune di favorire il mondo giovanile. E come non individuare un rapporto di vicinanza persino tra i due appuntamenti rimanenti, il quartetto d’archi ed il duo chitarra e pianoforte accorgendoci che di strumenti a corde sempre si tratta, se pur gli uni impiegati negli ever-green d’area americana, gli altri saldamente ancorati al mediterraneo europeo?