Le organizzazioni sindacali Flai Cgil e Fai Cisl rispondono, in merito alla vertenza Giordano Vini | Intervento su quanto pubblicato nei giorni scorsi sulle pagine di un giornale albese

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In data 15 maggio la Giordano Vini, azienda da sempre legata al territorio e che ricopre un importante ruolo nell’albese, ha comunicato 38 esuberi nel sito di Valle Talloria (ad oggi il numero si è ridotto a 30), taglio che segue due esternalizzazioni effettuate nel 2016, con riduzione di 160 dipendenti e il successivo spostamento, ad aprile, di 47 lavoratori dal sito di Cherasco a quello di Valle Talloria (teleselling).

Il taglio all’organico comunicato dall’azienda viene giustificato con la necessità di rendere la Giordano Vini, che ha chiuso il bilancio in negativo, economicamente autonoma dalla casa madre IWB (Italian Wine Brand).
In termini operativi la riduzione di personale ricadrebbe sui rimanenti lavoratori, con un forte rischio per le attività che potrebbero subire forti rallentamenti o addirittura venire cancellate.
Ecco perché chiediamo come organizzazioni sindacali che il piano industriale diventi parte integrante dell’ipotesi di accordo ed affronti il tema degli investimenti e delle future strategie tese a rafforzare non solo la Giordano Vini, ma tutte le aziende che oggi hanno assorbito gli ex dipendenti della Giordano.
A preoccupare ancora di più è la dichiarazione apparsa sul Sole 24 Ore del 3 Giugno 2017 del Vice Presidente di IWB in merito al preseunto valore positivo della contendibilità dell’azienda sul mercato.
Un’affermazione preoccupante: è proprio l’aspetto finanziario che riguarda l’azienda a far nascere il sospetto che la IWB possa essere assorbita da altri gruppi industriali e che gli interessi della finanza possano in futuro sacrificare la realtà produttiva locale. Al momento non ci tranquillizzano le risposte della Giordano Vini.
Chiediamo come organizzazioni sindacali, unitamente alle RSU, garanzie serie per tutti gli uffici / reparti di Valle Talloria. Ad oggi l’unica certezza riguarderebbe il teleselling e la produzione per i prossimi 18 mesi.
Infine, si precisa che le richieste avanzate dal sindacato a sostegno delle uscite incentivate sono superiori a quanto riportato nell’articolo e sono il frutto di quanto condiviso con i lavoratori nella riunione del 9 giugno.

Tale richieste sono state presentate all’azienda nell’incontro tenutosi presso l’Unione Industriale lunedì pomeriggio. Pertanto è giustificata l’arrabbiatura dei dipendenti nel veder riportate sul giornale richieste fatte nello stesso incontro e più basse di quelle concordate.
Siamo in attesa che l’azienda risponda alle richieste avanzate.

Ad oggi non è stata indetta alcuna forma di protesta e di sciopero, perché l’obiettivo del sindacato rimane quello di arrivare ad un accordo che garantisca condizioni sostenibili per i lavoratori che continueranno ad operare in azienda e per coloro che sceglieranno la strada dell’esodo incentivato.

 

le Segreterie Fai-Cisl – Flai-Cgil
Fortunato La Spina – Giancarlo Tocchi