Tajani a Cuneo: “L’Italia deve contare di più a Bruxelles”| Durante la sua visita in Granda, il presidente del Parlamento Europeo ha partecipato ad un incontro in Camera di Commercio

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“Dobbiamo trasmettere ai nostri figli un ideale di Europa, perché una società senza valori è destinata a perdere la sfida globale che ci attende”. Così il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani all’incontro organizzato a Cuneo da Unioncamere, Confindustria e Camera di Commercio.

 

Di fronte a imprenditori, amministratori e rappresentanti delle associazioni produttive del territorio, Tajani è arrivato insieme all’europarlamentare Alberto Cirio (“Non vogliamo che in Europa si facciano gli stessi errori che abbiamo fatto a livello nazionale, con il Piemonte fortemente penalizzato rispetto ad altre realtà, soprattutto del sud Italia”) e si è seduto al tavolo dei relatori insieme al neo presidente di Confindustria Cuneo Mauro Gola e al padrone di casa Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di Commercio, che ha introdotto così l’argomento: “Vogliamo guardare ad un futuro in cui l’Europa sia sempre di più un elemento di coagulo per la nostra economia, che ci guidi ad una nuova competitività. Vogliamo certezze in un momento di grande incertezza e vogliamo dare il nostro contributo all’Europa”. “Non si può immaginare un’Europa senza Italia – ha aggiunto Gola -. Il problema del nostro Paese non è l’euro, ma la crescita zero: bisogna riscoprire i principi europei e cogliere l’opportunità che offre questa nuova rivoluzione industriale”.

 

Poi è stata la volta di Tajani: “I cittadini chiedono risposte soprattutto su tre temi, che sono le nostre priorità: il terrorismo, l’immigrazione e la disoccupazione giovanile, argomenti che non sembrano collegati e che invece lo sono, perché se non risolviamo i primi due problemi, rischiamo di non venire a capo neanche del terzo, quello della disoccupazione giovanile, che in Italia è al 35% e in Spagna al 40%. L’occupazione si costruisce solo puntando sulle imprese e l’Italia non cresce come gli altri Paesi, per questo bisogna fare qualcosa. Serve una strategia politica, un’armonizzazione fiscale, dobbiamo essere preparati ai cambiamenti della digitalizzazione. Come? Con un ruolo diverso dell’Italia in Europa: dobbiamo contare di più a Bruxelles, per farlo è necessario cambiare la nostra mentalità e il nostro atteggiamento, ed avere una maggiore stabilità politica. E poi l’Europa deve essere un ideale, dobbiamo insegnarlo ai nostri figli e formarli sui nostri valori, perché una società che perde i propri valori è destinata a perdere la sfida che la globalizzazione ci mette davanti”.

 

Gabriele Destefanis