Il dott. Ignazio Aimo alza la voce: “Giù le mani dall’ospedale di Mondovì!” | Dura presa di posizione del cofondatore del gruppo civico “Ideali in Comune”. Il dott. Aimo si pone a difesa del nosocomio e propone l’istituzione di un Osservatorio permanente

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Una “ricetta” per curare l’ospedale di Mondovì. Il dott. Ignazio Aimo, attuale presidente del Consiglio comunale e cofondatore del gruppo civico “Ideali in Comune”, scende in campo a difesa dell’ospedale civico locale.

Per l’ex primario della struttura complessa di Chirurgia Generale del nosocomio monregalese è giunto il momento che la politica locale intervenga per tutelare l’ospedale di Mondovì.

Una chiara presa di posizione contro quello che appare come un lento e inesorabile ridimensionamento della struttura monregalese a chiaro vantaggio di quelle di Saluzzo e Savigliano.

Il trasferimento del reparto di Oncologia da Mondovì a Saluzzo, col mantenimento di un semplice presidio nella struttura monregalese, rappresenta solo l’ennesima conferma sull’assenza di una volontà di una politica di potenziamento dell’ospedale monregalese.

Per non parlare delle problematiche inerenti i reparti di Oculistica, Otorino e Urologia trasformati da strutture complesse in strutture semplici. Un ridimensionamento che di fatto costringe i cittadini monregalesi che devono sottoporsi a interventi di una certa importanza a spostarsi in altre strutture.

Il dott. Ignazio Aimo individua la strada che possa condurre ad una tanto auspicata inversione di tendenza e lo fa ripercorrendo le principali tappe che hanno interessato il nosocomio monregalese: “Maggio 2009. Dopo anni di attese l’ospedale nuovo va in porto.

La soddisfazione dei malati e degli utenti di fronte ad una struttura moderna, spaziosa, confortevole con spazi adeguati e parcheggi finalmente idonei, è tale da non credersi, alla luce dei lavori iniziati e conclusi nel giro di pochi anni. C’è da gridare al miracolo e sembra l’avvio di un cammino luminoso in progressiva ascesa.

In realtà qualcuno mastica amaro e l’assessore regionale Valpreda, in visita all’Istituto, prontamente parla di struttura sopra dimensionata.

Inizia sia pure lentamente, un’azione corrosiva di quel ruolo cardine che la regione aveva assegnato inizialmente alla struttura.

Quello che doveva essere l’ospedale dei territori, in realtà veniva ridimensionato a favore dell’ospedale di Savigliano, dove mani sapienti e addestrate ricollocavano divisioni e servizi a scapito dell’ospedale civico locale.

Nell’estate 2016, il piano regionale, approvato in fretta e furia dalla Giunta regionale senza badare ai pareri della Conferenza dei Sindaci, segnava definitivamente il de profundis di divisioni che venivano ridimensionate a strutture semplici, e il trasloco in toto di interi servizi a scapito di quanto era stato deciso in precedenza.

E’ chiaro che di fronte ad una situazione con le caratteristiche della deriva occorre mobilitarsi: istituire al più presto un osservatorio permanente che stabilisca stretti contatti tra Amministrazione comunale e Direzione Generale dell’Asl CN1, rafforzi i compiti della Conferenza dei Sindaci, restituisca alla nostra struttura le prerogative iniziali in un ottica di un recupero del ruolo cardine all’interno della rete ospedaliera provinciale.”