Una giornata contro lo spreco alimentare promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali | Il viceministro Olivero: “Serve la collaborazione di tutta la filiera nel suo insieme e l’educazione dei cittadini a un consumo consapevole”

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Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha promosso, pochi giorni fa, la giornata nazionale di prevenzione contro lo spreco alimentare.

Un’iniziativa che viene dopo l’approvazione, da parte del Parlamento, nell’agosto 2016, della Legge i cui obiettivi principali sono proprio, attraverso alcune agevolazioni e semplificazioni burocratiche, l’incremento del recupero di quanto viene buttato e la crescita della donazione delle eccedenze, con la loro destinazione, in via prioritaria, a quanti sono in condizioni di sofferenza economica.

In Italia, infatti, secondo l’Istat ci sono 4 milioni e 598 mila persone in stato di povertà assoluta e altre 8 milioni e 307 mila giudicate “relativamente povere”.

E, purtroppo, sempre nel nostro Paese, ogni anno vengono gettate nella spazzatura 5,5 milioni di tonnellate di cibo, per un controvalore di 12,3 miliardi di euro. Il 50% proviene dal consumo domestico.

Una situazione non più accettabile. Già, oggi, si riescono a salvare e devolvere a chi ne ha bisogno 550.000 tonnellate di eccedenze, ma il traguardo è di arrivare, in breve tempo, grazie proprio alla nuova Legge, a un milione di tonnellate.

Ad aiutare in questo senso sono le nuove normative che semplificano gli adempimenti burocratici, innalzando a 15.000 euro la soglia per l’obbligo di comunicare preventivamente la donazione. Lasciando, però, a 10.000 euro il limite per la distruzione. L’esonero è esteso ai prodotti deperibili.

Ma c’è anche la possibilità per le aziende intenzionate a donare ai bisognosi alimenti che vengono prodotti o commercializzati di vedersi applicare dai Comuni un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti (Tari). Inoltre, è stato potenziato il ruolo del Tavolo Indigenti del Ministero che, oltre a Enti caritativi, industria e grande distribuzione, ora vede la partecipazione delle organizzazioni agricole.

Poi, l’impianto legislativo favorisce il recupero di altri prodotti, in particolare quelli farmaceutici, a fini di solidarietà sociale. Infine, una parte dell’attenzione è dedicata a limitare gli impatti negativi sull’ambiente (impiego di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili) e a promuovere l’educazione dei cittadini per diminuire gli sprechi.

“La Legge – sottolinea il viceministro cuneese, Andrea Olivero, che ha seguito con molto impegno l’iter parlamentare del provvedimento – offre lo spazio per far crescere il recupero, agendo sulla catena di produzione e prima trasformazione degli alimenti, ma anche nella fase della loro lavorazione, distribuzione e consumo: quest’ultimo sul fronte domestico e su quello della ristorazione.

La politica ha la responsabilità di creare le condizioni affinché si possa raggiungere l’obiettivo, ma, dopo, serve la collaborazione di tutta la filiera nel suo insieme e un’educazione dei cittadini a un consumo consapevole. Solo così si può ottenere una svolta decisiva e la promozione di giornate contro lo spreco va in questa direzione”.

In provincia di Cuneo sono molte le organizzazioni, tra le quali la Caritas, il Banco Alimentare, la Croce Rossa, la San Vincenzo e l’Associazione “Pane al pane” che, tutti i giorni, attraverso migliaia di volontari, raccolgono e distribuiscono cibo alle persone e alle famiglie indigenti, alle Comunità di accoglienza e nei Centri aperti al pubblico. “Se ne parla poco – conclude Olivero – però sono in ogni città e paese della “Granda”. Attraverso la Legge abbiamo reso più facile il loro lavoro”.