Statuto dei lavoratori: presentato a Savigliano il nuovo libro di Alessandro Parola

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Totem e tabù, ma anche bandiera e pietra dello scandalo, la legge 300/1970, noto come “Statuto dei lavoratori” da decenni è oggetto di contesa e revisione, Alessandro Parola, dirigente scolastico del liceo di Cuneo, nel libro presentato nella serata di giovedì 9 a Savigliano dal titolo “Quando l’operaio diventa cittadino” cerca di ricostruire le tappe che hanno portato a questa travagliata legge e cerca di fare un poco di chiarezza su un tema così complicato.

 

Tra i promotori della serata c’era anche Sergio Soave, ex primo cittadino saviglianese, docente di storia contemporanea e attualmente presidente del Polo del 900. È stato proprio lui ad aprire i lavori facendo un breve inquadramento storico dell’epoca in cui fu pubblicato questo statuto che lo stesso prof. Soave vede un po’ come “la costituzione dei lavoratori”. L’autore ha poi spiegato l’impronta di far chiarezza su una pagina di storia buia ma di fondamentale importanza, epoca dopo lo sviluppo industriale era giunto il momento nella quale era giunto il momento che la politica si mettesse in prima linea e iniziasse a farsi carico di un’assenza di codificazione dei diritti dei lavoratori, nel suo libro ha cercato di dare delle risposte partendo da una domanda chiave: quali sono veramente i diritti dei lavoratori?Quelli individuali o quelli collettivi?

 

Soave ha ripreso per un attimo la parola per sottolineare la delicatezza di quell’epoca storica «De Gasperi pensava sopratutto a far partire il paese senza stare a vedere i dettagli, negli anni 60 l’Italia era la Cina dell’Europa, c’erano degli eccessi, e gli eccessi si superano solo con i grandi cambiamenti. Una serie di eventi fondarono le basi per la nascita di questo “statuto”, molto importante fu la fine del “centrismo” e la crescita del socialismo che si sentì il dovere di dare un segnale forte ai propri elettori e all’intero popolo italiano».
«Va detto tuttavia che non di sarebbe mai arrivati allo statuto senza una spinta dal basso – ha detto l’autore – in questo libro si cerca di dare delle rilevanza a 3 grandi tematiche, di dare risposte concrete a 3 grandi domande: quali sono i diritti dei lavoratori?Quale grado di partecipazione si può concedere ai lavoratori? quando si può licenziare?».

 

Leggendo il libro ” Quando l’operaio diventa cittadino, statuto dei lavoratori: una storia di diritti – edizioni Lavoro” si potrà capire come sia stato tutt’altro che semplice arrivare a questa “costituzione dei lavoratori” con le opposizioni di Confindustria e Cisl e con la CGIL spaccata su questo tema, solamente leggendo si riuscirà forse a capire la vera importanza di questo testo legislativo che, come ha detto Parola non ci sarebbe mai stato senza l’autunno caldo delle lotte operaie.

 

EB