Orfani di femminicidio, dalla Regione finalmente un primo sì, ma ora si faccia in fretta

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La Capogruppo Gianna Gancia (Lega): “Il nostro testo approderà in Commissione per potersi poi tradurre in un monitoraggio annuale di questo tragico fenomeno e in un fondo per l’assistenza medica e scolastica dei ragazzi fino al 25esimo anno di età”. Sarebbero almeno 50 i casi in Piemonte.

Una battaglia condotta sino in Fondo per non morire di genere e per far rivivere in concreto la speranza negli orfani del femminicidio, che solo in Piemonte sarebbero diverse decine, per lo più minorenni e testimoni diretti della morte violenta della propria madre.
A questo fenomeno sociale, non più una semplice emergenza ma un fatto drammaticamente radicato, si indirizza il testo di ordine del giorno presentato martedì 31 gennaio in Consiglio regionale e scaturito dalla decisa iniziativa della Capogruppo in Regione per la Lega Nord, Gianna Gancia.

“Da ottobre 2016, quando presentammo per la prima volta questa proposta di ordine del giorno, a oggi, altri tragici episodi di violenza contro le donne sono avvenuti in Italia e nella nostra regione. I tempi delle procedure istituzionali non sono gli stessi dei fenomeni e dei drammi che quotidianamente dobbiamo affrontare – ha esordito Gancia nel corso della discussione

La legge regionale approvata in Piemonte nello scorso anno, pur enunciando principi condivisi, è viziata da lacune normative e finanziarie non meno della legislazione nazionale.

Lacune di cui sono vittime, un’altra volta, i bambini, i ragazzi, i minori orfani e spesso testimoni di femminicidio, così come le famiglie che vorrebbero farsi carico di restituire agli stessi continuità affettiva e un ambiente sereno”.


Nel solo territorio piemontese sarebbero almeno una cinquantina i ragazzi orfani possibili beneficiari delle misure finanziarie all’ordine del giorno: “Il documento, che sarà finalmente condotto all’attenzione della competente Commissione in Consiglio per essere al più presto discusso e quindi trasformato in una integrazione alla legge regionale in vigore, prevede un monitoraggio annuale, oggi del tutto assente, del fenomeno in Piemonte e la creazione di un vero e proprio fondo economico di solidarietà a sostegno degli orfani di femminicidio e delle famiglie a cui i ragazzi sono stati affidati”, sottolinea la Capogruppo della Lega.

Nella sostanza, “questo strumento finanziario si prefigge di fronteggiare le spese di assistenza medico-psicologica, odontoiatriche e di studio dei giovani interessati, siano essi ancora minorenni o già maggiorenni fino al 25esimo anno di età, in questo secondo caso iscritti a un corso di studio anche universitario. Si tratta di una sfida di civiltà, perché alle pur doverose enunciazioni di principio e commemorazioni dobbiamo apportare strumenti concreti e servizi reali per chi rimane”.