In Consiglio Regionale question time sul caos nei pronto soccorsi piemontesi | Afflusso straordinario negli ospedali a causa dell’epidemia influenzale: tra le cause la scarsa flessibilità degli orari dei medici di famiglia e l’inadeguata organizzazione

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In Consiglio regionale si è discusso dei disagi provocati dall’afflusso straordinario nei pronto soccorsi piemontesi registrato durante l’apice dell’epidemia influenzale che ha contagiato, nel solo Piemonte, circa 300 mila persone.

 

A portare l’argomento a palazzo Lascaris è stata la consigliera regionale Maria Carla Chiapello (Moderati) che, nello spazio dedicato ai question time, ha interrogato l’assessore alla Sanità Antonio Saitta.

“L’emergenza si scontra con la scarsa flessibilità oraria degli studi dei medici di famiglia e la poca propensione dei bisognosi di cure mediche ad usufruire del servizio di continuità assistenziale” ha affermato la Chiapello, individuando alcune delle cause del problema .

Secondo la consigliera dei Moderati però, non sono solamente questi i punti su cui è necessario intervenire, così come non è possibile puntare il dito su problematiche interne alle singole strutture ospedaliere: “Il sovraffollamento degli ospedali dipende da un’inadeguata organizzazione dei servizi sanitari a livello territoriale, nonché di quelli socio-assistenziali”.

L’assessore ha condiviso la lettura delle asperità incontrate dal servizio pubblico nell’andare incontro alle esigenze dei cittadini, riconoscendo anch’egli che la chiusura anticipata degli studi medici di base nei giorni prefestivi rappresenta una delle mancanze: “Personalmente ho un’opinione ancora più forte rispetto a ciò che è stato richiamato: non è soltanto un problema di orari, che sono fondamentali, ma di maggiore integrazione tra servizi sanitari e medicina territoriale”.

Saitta ha poi guardato alle soluzioni da adottare, ovvero una modifica degli orari degli studi medici di base e un miglioramento del coordinamento tra i servizi sanitari, entrambe legate all’imminente rinnovo dei contratti del settore: “ Ottenere una maggiore integrazione e avere quella maggiore flessibilità richiesta fa parte di un problema che i medici di famiglia e le associazioni sindacali hanno posto e che, in questo momento, riguarda il rinnovo del contratto.
E’ già stata avviata una trattativa, a livello nazionale, da parte di SISAC (l’ente che fa le trattative per conto della Regione). Nelle prossime settimane riprenderemo il tema e speriamo di riuscire a concludere velocemente, per avere a disposizione, come Regione, elementi aggiuntivi che in momenti di particolare emergenza consentano di utilizzare al meglio questo patrimonio professionale. Spero si riesca a farlo velocemente”.