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A Palazzo Samone di Cuneo la mostra ” Migranti, da una poesia di Derek Walcott ” | Inaugura oggi, venerdì 20 gennaio alle ore 18

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Oggi 20 gennaio 2017, alle ore 18, in Palazzo Samone, via Amedeo Rossi 4, Cuneo, verrà inaugurata la mostra “Migranti, da una poesia di Derek Walcott” dell’artista Guido Villa. La mostra, curata da Roberto Baravalle, resterà aperta dal 20
gennaio al 12 febbraio, con i seguenti orari: giovedì e venerdì dalle 17,00 alle 19,30 – sabato e domenica dalle 15,30 alle 19,30.

Si tratta del secondo appuntamento della rassegna provinciale “grandArte 2016/2017 – identità perdute” ideata e coordinata da Giacomo Doglio e Massimiliano Cavallo. La prima mostra, “Le spine della complessità” degli artisti Valerio Berruti, Nicola Bolla, Ugo Giletta e Fabio Viale è visitabile nel Complesso Monumentale di San Francesco, via S. Maria 10, Cuneo, fino al 17.04.2017.

Dal testo di presentazione di R. Baravalle:

“”Guido Villa è, non da oggi, in un periodo in cui i fatti clamorosi e drammatici dei quali siamo testimoni richiamano urgenze e prese di posizione a vari livelli, ma da sempre, un artista sociale.
La sua attenzione verso il mondo degli ultimi e verso le problematiche sociali si intreccia e si incastona dentro un percorso di artista colto che lo ha portato a realizzare, nel tempo, veri gioielli come ad esempio una stupenda serie di illustrazioni dedicate al grande poeta americano Walt Whitman (opere che sono state esposte persino al Palazzo dell’ONU a New York e in giro per prestigiose università americane) e a lavorare per le scenografie di opere liriche, con maestri del calibro di Gianandrea Noseda e Sandro Gorli.

Negli anni, Villa si è trovato a riflettere sul tema della violenza, della pena di morte, dell’11 Settembre, della Resistenza.
Ha vissuto a lungo, trascorrendo assieme alla moglie Paola parecchi mesi all’anno in Africa, in Kenya, a Isiolo, nella cui chiesa cattedrale cattolica ha realizzato, nel corso di diversi anni, un colossale affresco dedicato, potremmo dire non a caso, all’ Esodo biblico che diventa anche paradigma di tutti gli esodi a seguire. Un’esperienza africana non vissuta da turista, né, tanto meno, da “cacciatore bianco” ma piuttosto nel pieno di un’Africa difficile, aspra, esposta a tutte le
sue contraddizioni.
Dopo aver lavorato a lungo sul ritratto, dedicandosi soprattutto a poeti e scrittori, sovente da lui incontrati nel suo lavoro di grafico nella casa editrice Garzanti, a Milano, ha avuto la ventura di conoscere il premio Nobel caraibico, di lingua inglese, Derek Walcott che ha posato per lui e che ha autorizzato e approvato le illustrazioni ad una sua lunga poesia dedicata al tema delle migrazioni.
Eccoci qua, dunque: se GrandArte è, anche, una rassegna “sociale” è logico e naturale che un artista sociale, di qualità, come Villa si trovi quasi idealmente ad inaugurarla.””

Dal testo critico di Giorgio Seveso:
””Lo sgomento del presente. Tra le contraddizioni inaudite che oggi s’aggrovigliano attorno all’umanità ce n’è una di
orrendamente “normale”, ormai assunta senza scandalo nelle tranquille nostre coscienze quotidiane di abitanti della parte privilegiata del pianeta, eppure tremenda per il suo carico epocale di dolori, di umiliazioni, di ingiustizie. È il segno tragico di questi nostri anni, di questo nostro adesso, qui e ora (così come ci vedranno i posteri, quando saremo anche noi divenuti storia di ieri), costituito dal destino dei migranti contemporanei che, dalle latitudini della miseria e dello sfruttamento cui è loro toccato nascere, affrontano appunto ogni giorno a migliaia e migliaia la scabrosa, aspra via dell’esodo, giungendo nelle nostre città per esservi accolti dalla nostra indifferenza quando non dalla nostra ostilità.
E come può un simile carico di dolore non colpire gli uomini attenti (di “buona volontà” mi verrebbe da dire), e in particolare tra loro i poeti?
Ecco qui, dunque, le immagini di straordinaria pertinenza emozionale che Guido Villa ha dedicato a questo tema doloroso, sollecitato dal lamento lirico incalzante, irritato e indignato di Derek Walcott, tradotto da Luigi Sampietro.
Ciò che il poeta creolo ha scritto, il pittore nostro l’ha visto, l’ha immaginato in una straordinaria torsione di visionarietà, in un intreccio turbato di invenzione e intuizione, di tensione espressiva commossa, partecipe e insieme controllata, razionalizzata, quasi “fredda” per l’agghiacciante attualità del dramma umano evocato.
Villa è appunto un poeta delle immagini, un pittore che della sua pittura già in molte occasioni ha fatto uno strumento di formidabile suggestione per investire temi e problemi degli uomini d’oggi.
Ho già scritto in passato di questo suo sviluppare in parallelo modi e calligrafie pittoriche anche sensibilmente diverse, alla ricerca del modo adeguato di tradurre questo o quell’impulso lirico, così che i suoi cicli tematici non s’inscrivono in una successione cronologica, ma si sviluppano contemporaneamente, per abbandoni e successive riprese, sollecitati dall’interesse umano che l’investe di volta in volta e lo chiama al lavoro e alla creazione.
Perché per lui dipingere, come in questo caso, è un lavoro soprattutto d’anima e di coscienza, un racconto etico di reazioni e di sdegni, di compartecipazioni e compatimenti, di identificazioni profonde e complessive.
Guardiamo con attenzione le livide e quasi monocrome atmosfere delle immagini di questa mostra e di questa cartella. L’innesco è dato da un verso, da una frase, da una figura letteraria, ma la mano e l’immaginario sanno dare carne, nervi, sensi e sentimenti allo spazio narrante, al flusso del racconto iconico, alla trasfigurazione espressiva (e quasi espressionistica) della composizione e delle anatomie tiratissime, smunte, scavate di segni dolenti.
C’è poco altro da dire se non l’efficacia quasi sonora di questi corpi, il terribile clamore del loro pauroso silenzio.
Che si chiude nell’ultima immagine come fosse, a ben guardare, un rinnovato “Quarto Stato” di Pellizza, senza però eroismo, né epica della lotta, né attese d’avvenire radioso.
Il migrante d’ogni latitudine, la sua famiglia, la sua indicibile miseria sono qui davanti a noi.

Senza lotta di classi, senza scontri di masse e di idee, senza ragioni della Storia.
Solo una agghiacciante solitudine, una incolmabile disperazione è nei loro occhi, fissi sull’indifferenza e sull’insofferenza del nostro tempo, volti senza speranza all’ingannevole aurora di questo nostro nuovo millennio.””

Guido Villa
Vercelli, 1943, vive e lavora tra il Monferrato ed il Salento.
Dopo la formazione accademica a Brera, ha intrapreso una lunga carriera di artista figurativo che lo ha portato a esporre in Italia e all’Estero. Molto attento ai fatti sociali e alle problematiche contemporanee, è stato da subito interessato alle questioni delle migrazioni.

Ha lavorato come scenografo per il teatro d’opera è si è misurato con opere di vaste dimensioni. Ha vissuto a lungo a
Milano e in Africa.

Attualmente, risiede nel Monferrato e, parte dell’anno, in Salento.

Il programma delle mostre e gli organizzatori

Soggetti che hanno collaborato con grandArte e Amici Case del Cuore

Associazione culturale Amici di Bene onlus
Associazione culturale Amici di Carrù
Art Gallery La Luna
Busca Eventi, Chelidon Project, Galleria Civica di Casa Francotto
Comitato di quartiere Borgo Vecchio – Fossano
Ellisse cultura per il territorio
Idearte
Il Fondaco
LEDA
Magau
Mescolanze
Porti di Magnin. Officina Magnin

 

Ideazione e coordinamento

Giacomo Doglio e Massimiliano Cavallo

Comitato organizzatore

Alessandro Abrate
Luisa Bagnasco
Roberto Baravalle
Alessandro Botta
Alessandro Capato
Franco Carena
Massimiliano Cavallo
Alessia Clema
Giacomo Doglio
Michelangelo Fessia
Ugo Giletta
Lorenzo Mamino
Claudio Mana
Silvana Peira
Enrico Perotto
Ivo Vigna

 

ll programma di grandArte 2016 / 2017

CUNEO
S. Francesco | 16.12.2016 – 17.04.2017 | Le spine della complessità. Arte e artisti tra globale e locale – 
Valerio Berruti, Nicola Bolla, Ugo Giletta, Fabio Viale

CUNEO
Palazzo Samone | 20.01.2017 – 12.02.2017 | Migranti, da una poesia di Derek Walcott  – Guido Villa

BORGO S. DALMAZZO
Art Gallery La Luna | 04.03.2017 – 02.04.2017 | Albino Galvano, un genio eclettico  – Albino Galvano

SAVIGLIANO
Museo Civico A. Olmo e Gipsoteca D. Calandra | 10.03.2017 – 09.04.2017 | Di stanze –  Alessandro Gioiello

MONDOVI’
Confraternita di S. Stefano | 14.04.2017 – 14.05.2017 | Colori e segni. Le molte presenze nella realtà dell’arte informale astratta  – Corrado Ambrogio, Riccardo Cordero, Francesco Franco, Tanchi Michelotti, Piero Simondo, Bruno Capellino.
Bambini di età prescolare e ragazzi: Ludovica, Marta, Francesco Saverio, Marco, Maria

BENE VAGIENNA
Palazzo Lucerna di Rorà | 30.04.2017 – 25.06.2017 | Espressioni d’arte in divenire – 
Valeria Arpino, Gemma Asteggiano, Cristina Bollano e Paolo Peano, Cesare Botto, Walter Canavesio, Cornelio Cerato, Chiara Cinquemani, Mario Conte, Christian Costa, Roberto De Siena, Marina Falco, Giulio Fantone, Cristiano Fuccelli, Adriana Giorgis, Franco Marabotto, Paola Meineri Gazzola, Corrado Odifreddi, Massimo Ovidi, Carla Siccardi, Claudio Signanini, Luigi Sostegni

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