Giornata della memoria: “Il ghetto di Varsavia” | Venerdì 27 gennaio – Savigliano, palazzo Taffini, ore 21. Sabato 28 gennaio – Racconigi , chiesa Santa Croce, ore 16

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In occasione del Giorno della Memoria, l’associazione Amici della Musica di Savigliano, in collaborazione con la Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba, organizza due reading musicali ispirati al libro Il Ghetto di Varsavia di Mario Lattes, saggio-documento scritto da un autore torinese su uno degli aspetti più tragici dell’Olocausto, che si aggiunge alle memorie su Auschwitz di Primo Levi: venerdì 27 gennaio a Savigliano (ore 21, Palazzo Taffini) e sabato 28 gennaio a Racconigi (ore 21, Chiesa Santa Croce).

 

Le musiche sono tratte da brani di autori ebrei, alcuni dei quali hanno vissuto il dramma della deportazione:
Albert Kellermann Melodia ebraica
Joseph Sulzer –  Sarabanda op. 8
Friedrich Gernsheim –  Elohenu (nostro signore)
Ernest Bloch –  Sonata per Flauto e Piano
Fernad Halphen –  Priere
Ernest Bloch –  Priere
Max Bruch  – Kol Nidrei

Le letture dal Ghetto di Varsavia sono a cura di Elena Zegna.
Ubaldo Rosso sarà flauto, Bruno Manassero al pianoforte.

Il Ghetto di Varsavia ( a cura delle Edizioni Cenobio) è il più completo e ampio saggio d’autore italiano sul Ghetto di Varsavia.

Venne scritto come tesi di laurea dal torinese Mario Lattes nel 1955, ma il racconto puntuale di quell’orrore ha dovuto attendere il 2015 per la sua prima pubblicazione.
L’attrice Elena Zegna, il flautista Ubaldo Rosso e il pianista Bruno Manassero omaggiano l’impegno di un intellettuale e artista poliedrico – scrittore, pittore, editore – con un reading che alterna alla recitazione le melodie della tradizione musicale ebraica, nella loro originaria religiosa semplicità e nell’elaborazione di compositori come Ernst Bloch e Max Bruch che da quell’incedere struggente trassero spunti per approfondimenti creativi.

Nulla più della preghiera: un inno liturgico per affermare l’identità e la dignità negate di un popolo offeso.

Nulla più delle parole, il racconto limpido e atroce dei fatti, per non dimenticare.

E perché simili inaudite disumane tragedie non abbiano a ripetersi mai più….

“Ho passato la mattina nel Ghetto di Varsavia, fra i cinquecentomila che lo abitavano nel ’41. Mi sono seduto all’ombra dell’unico albero superstite …” (Mario Lattes)

Per info: 335.5299411