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Al Lions Club Dogliani conferenza di Pietro Botto | “L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: ieri, oggi e domani”

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Nella serata di giovedì 13 gennaio, è stato ospite del L.C. Carrù-Dogliani, Pietro Botto, socio del L.C. Mondovì Monregalese, che ha tenuto la relazione su “L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: ieri, oggi e domani”.

Ordine di cui da tempo fa parte. È stato presentato dal Presidente Giorgio Colombo: «Già funzionario dell’Istituto Bancario San Paolo di Torino, Pietro Botto ha un passato importante come Leo, essendo socio fondatore del Leo Club Cuneo, nel 1973, mentre nel 2009 entra socio del L.C. Mondovì-Monregalese. Nel 1999 è cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e dal 2002 al 2011 è delegato provinciale dello stesso. “Cavaliere” della Repubblica italiana, nel 2005, successivamente diventa commendatore poi, nel 2012, “Grande ufficiale”».

Quindi la relazione, durante la quale l’ospite ha spiegato le attività dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: «È un Ordine riconosciuto anche dallo Stato italiano, ma poco conosciuto. Si rifà al clima religioso, sociale e politico che si era creato nel 1099, all’epoca della 1ª crociata indetta da Papa Urbano II, con a capo Goffredo di Buglione, quando i primi cavalieri non esitavano a dare la propria vita per la difesa e la custodia del Santo Sepolcro, impegnandosi a favore di coloro che professavano la fede cristiana in una terra devastata dalla guerra.

Il documento più antico che ne attesta l’esistenza risale al 1103 a firma di Balduino I, Re di Gerusalemme che si pone a capo dell’Ordine dei Canonici del Santo Sepolcro con la prerogativa di creare Cavalieri.

Giovanni Paolo II nel 1996 integra definitivamente l’Ordine nella struttura della Chiesa Cattolica attribuendo la personalità giuridica di Ente Canonico dello Stato del Vaticano e definendolo: unica Istituzione Cavalleresca della Santa Sede a cui è affidato il compito di sopperire alle necessità del Patriarcato.

Fra le sue finalità, far sentire l’aiuto fraterno ai cristiani residenti in Terra Santa, che si trovano a vivere in una situazione estremamente drammatica (rappresentano il 3% della popolazione e sono principalmente piccoli artigiani e commercianti) portarli ad un livello culturale e professionale che possa garantire loro: un inserimento attivo nella vita sociale del proprio paese e un futuro certo alle loro famiglie, oltre al generoso e costante impegno per i deboli, per coloro che vivono in condizioni difficili, come chi professa la fede cattolica in quelle Terre».

 

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