480° gradi alla “Cena delle Osterie” di Eataly | La cena nella storica sede del Lingotto di Torino, con un menù che rappresenta una selezione di 5 delle pizze più conosciute e amate

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Lunedì 9 gennaio, la squadra di 480° Gradi torna da Eataly, nella storica sede del Lingotto di Torino, per la Cena delle Osterie, replicando per una sera soltanto un esperimento nato la scorsa estate, quando per 4 lunedì consecutivi le pizze “made in Bra” hanno affiancato quelle dei pizzaioli di Eataly del Lingotto, primissima sede del colosso del buon cibo ormai diffuso in tutto il mondo.

La Cena delle Osterie, a partire dalle 18.45 di lunedì 9 gennaio, prevede la presenza di 480° Gradi direttamente nella zona pizzeria, con un menù che rappresenta una selezione di 5 delle pizze più conosciute e amate.

 

GRANDAFOOD – NEL NOME DELLA PIZZA
“GrandaFood” nasce a Bra, nel cuneese, patria di eccellenze enogastronomiche conosciutein tutto il mondo, come idea imprenditoriale che punta a diventare un player di primaria importanza nel settore del food and beverage internazionale.
Articolata su più settori di attività (ristorazione, distribuzione, franchising, logistica, eventi e consulenza), l’idea di “GrandaFood” prende forma dopo aver portato al successo, in tempi rapidissimi, la “Pizzeria Gennaro Esposito – Bra”, locale diventato un punto di riferimento in tutta la provincia, e non solo, per l’altissima qualità della pizza, realizzata dall’astro nascente Davide Finotti, una delle punte di diamante dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.

Un obiettivo raggiunto dopo un lungo percorso fatto di ricerca e abbinamenti di farine, tempi di lievitazione, cottura e utilizzo di pregiate materie prime come i “Presidi Slow Food”, che hanno permesso al locale braidese di conquistare al suo esordio assoluto i due spicchi assegnati dalla Guida “Pizzerie d’Italia 2016 del Gambero Rosso”.
L’ambizioso programma ideato dai soci di “GrandaFood”, si è concretizzato di recente con la nascita di 480°GRADI, un nuovissimo brand (la temperatura di cottura della pizza napoletana nel forno a legna), che ha sostituito il logo Gennaro Esposito.

Un passaggio reso necessario dalla necessità di consolidare la propria presenza nel mercato della ristorazione e per rimarcare, questa volta in modo del tutto esplicito, il valore del proprio know-how dedicato al concetto
di pizza.
Un progetto che getta le basi nella ricerca della qualità “tout court”, partendo dal desiderio di rivisitare, senza stravolgerlo, il piatto italiano più amato del pianeta, che ha ancora molto da dire in un momento storico in cui lo street food la fa da padrone.
“GrandaFood” si avvale della collaborazione del business coach Guido Poccardi e dell’agenzia “Communications Lab” per la comunicazione e l’ufficio stampa.

 

CHI

“GrandaFood srl” nasce nel dicembre del 2012 con una mission inizialmente concentrata sulla pizza, ma già con l’idea di sviluppare in breve tempo un ampio panel di attività legate al food and beverage.

Quattro i soci: Roberto Noia, amministratore delegato di GrandaFood srl e con responsabilità su marketing, progettazione e selezione del prodotto, Ivan Gerbaldo, responsabile Commerciale, amministrativo e delle strategie economiche, Claudio Paladino, Marco Panero e Manuela Pecchio. “GrandaFood”, il principale brand aziendale, da considerare capofila della lunga teoria di attività in cui si suddivide, nasce come celebrazione del ricchissimo territorio di appartenenza: la provincia di Cuneo, comunemente chiamata la “Granda” per via della sua estensione (circa 7.000 kmq, più di intere regioni come Liguria, Valle d’Aosta e Molise) e per numero di abitanti (600 mila, distribuiti su 250 comuni).

Sede di grandi industrie, dal tessile al dolciario, ma soprattutto terra fra le più generose d’Italia, oltre che scrigno per un altissimo numero di prodotti tipici che includono celebri formaggi (Castelmagno, Raschera, le tante tome e la Robiola, per citare qualcosa), vini fra i più conosciuti e amati (Barolo, Barbera, Barbaresco, Dolcetto, Nebbiolo, Roero, Pelaverga, Moscato), carni dalla qualità altissima (la celebre razza bovina piemontese, le galline bionde, le lumache, i capponi e gli agnelli), i salumi e l’ortofrutta (tartufi, noci, castagne, nocciole, patate, mele, fagioli, fragole, peperoni, pesche e aglio).

 

COSA

Il primo intervento di “GrandaFood srl”, il terreno di sfida su cui si è misurata ed è nata l’idea di estendere il proprio range d’azione, è stato – come accennato poc’anzi – la pizza.

A tutti gli effetti il piatto più celebre e celebrato d’Italia, simbolo della straordinaria cultura e tradizione gastronomica tricolore nel mondo che, malgrado l’enorme popolarità di cui gode, ha ultimamente perso un po’ di terreno nei confronti dell’imperversare di prodotti “street food”, oggi molto di tendenza.

La pizza, in realtà, non ha soltanto una storia lunga, prestigiosa e costellata di successi, ma ha sempre dimostrato di sapersi prestare e adattare ai più disparati abbinamenti di gusto e sapore imposti da mode e tendenze. La sfida lanciata dal marchio “GrandaFood”, è iniziata per cominciare attraverso la “Pizzeria Gennaro Esposito – Bra”, di recente diventato 480°GRADI, con lo sforzo di attualizzare la pizza, pur rispettando sempre i ferrei disciplinari dettati dall’”Associazione Verace Pizza Napoletana”, sodalizio depositario della vera e unica tradizione partenopea.

Un lungo percorso di ricerca e di tentativi, culminato con una serie di farine realizzate ad hoc da mulini artigianali del cuneese, su espressa richiesta di “GrandaFood”, ma anche su temperature, tempi di lievitazione e chimica degli impasti, per aprire un nuovo capitolo nella lunga storia della pizza, non solo simbolo della convivialità per eccellenza, ma anche piatto vero e proprio: ricco, completo e sempre più vicino al concetto “gourmet”.

Con un “atout” in più: la più completa digeribilità delle pizze, dimostrazione pratica dell’attenzione riposta nella scelta delle farine, la maturazione dell’impasto e i rigorosi tempi di cottura. Bra, da non dimenticare, dal 1986 è la patria e il quartier generale di “Slow Food”, movimento culturale oggi diffuso in tutto il mondo, e di una specialità fra le più conosciute e amate d’Italia: la salsiccia.

Insaccato riconosciuto come “Prodotto Agroalimentare Tradizionale” (P.A.T.), che proprio sulle pizze di 480°GRADI, diventa uno straordinario condimento. Fondamentali, alla fine, sono risultati alcuni passaggi che hanno rappresentato la svolta. La crescita professionale di Davide Finotti, pizzaiolo di origini torinesi che ha imparato il mestiere presso alcuni maestri assoluti della pizza, entrando poi nell’elenco dei professionisti iscritti all’AVPN (Associazione Verace Pizza Napoletana).

E determinante anche l’ingresso della pizzeria braidese nel ristretto elenco dell’”Alleanza Slow Food dei Cuochi”, rete solidale che raccoglie una trentina di pizzerie in Italia e funge da punto d’incontro fra i cuochi e i produttori dei “Presidi Slow Food”.

A Bra, in piazza XX Settembre 32/A, non mancano mai il “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P.”, uno dei prodotti più antichi e rappresentativi dell’agricoltura campana, l’Aglio Rosso di Nubia, tipico del trapanese, e il “Conciato Romano”, secondo alcuni il più antico formaggio italiano, prodotto coagulando latte vaccino e ovino con caglio di capretto. Per chiudere il capitolo con i già citati due spicchi conquistati al suo esordio nella “Guida alle Pizzerie d’Italia 2016 del Gambero Rosso”.

 

 – 480°GRADI PIZZA EXPRESS  Un nuovo concetto di franchising di pizzeria da asporto con consegna veloce, che ha fra i punti di forza lo sforzo di recapitare in tempi ridottissimi pizze che utilizzano materie prime d’eccellenza e delicate come i “Presidi Slow Food”. Forte anche della continua ricerca di nuove tecnologie per la ristorazione, con l’adozione nuovi contenitori rivoluzionari che garantiscono calore e croccantezza, il progetto pilota di “480°GRADI” ha aperto in via Piumati, a Bra, trasformandosi in un format applicabile ovunque perché comprensivo di formazione, arredamento e fornitura materie prime.

– 480°GRADI PIZZA EVENTS  Gli “show cooking”, le dimostrazioni a metà strada fra lo spettacolo della cucina e la degustazione: lo staff di 480°GRADI ha già all’attivo numerose apparizioni (Salone del Gusto, Cheese, Cosmofood, Vicenzaq), realizzati in stretta collaborazione con “Slow Food”.

– 480°GRADI RESTAURANTS SUPPLIES  La lunga ricerca in tutt’Italia di prodotti di primissima qualità, ma anche e soprattutto di quelli che rappresentano il patrimonio enogastronomico del territorio, gli accordi siglati con importanti aziende del settore food & beverage, diventano un servizio in più fornito a locali, pizzerie e ristoranti in Italia e all’estero. I punti di forza della pizza di 480°GRADI sono 6 ingredienti – selezionati con cura e attenzione presso aziende artigianali – che rappresentano i cardini della nostra filosofia: la farina, la mozzarella di Bufala campana D.O.P, il Fior di latte “Agerola”, i pomodori San Marzano D.O.P., l’Antico Pomodoro di Napoli e il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio (ambedue Presidio Slow Food).

– 480°GRADI PIZZA CORNER POINT  Anche i ristoranti di grande fama, che vivono un momento di difficoltà, possono sentire il bisogno di dedicare un corner magari temporaneo alla pizza, purché si avvicini più al concetto di “gourmet” che all’idea di piatto popolare. La pizza di 480°GRADI è nuova, inedita e del tutto particolare, frutto di ricerche e abbinamenti, i cui segreti sono pronti per diventare patrimonio di locali che ne facciano richiesta.

– 480°GRADI START-UP  L’esperienza maturata a Bra, è già stata utile a diversi locali che hanno chiesto la supervisione per la nuova apertura o per tentare la carta del rilancio dopo un periodo di flessione.

La qualità della pizza napoletana, le materie prime e le strategie di co-marketing, finora hanno rappresentato una garanzia verso il successo, in Italia come all’estero.

– 480°GRADI BRA  Un legame affettivo lega “GrandaFood” al locale braidese, che ha fatto da scenario alla nascita di un progetto di più ampio respiro iniziato anni fa con il marchio “Pizzeria Gennaro Esposito – Bra”.

Incessante è tutt’oggi la ricerca di nuove tecniche e materie prime, per valorizzare sempre di più le proprietà organolettiche e nutrizionali di un prodotto popolare come la pizza. 

 

QUANDO

Il desiderio di offrire sempre il meglio, caparbiamente ricercato in tutt’Italia con grande attenzione, è diventato visibile attraverso alcuni eventi e partnership di grande prestigio.

TOUCHÉ: I VINI FONTANAFREDDA E LA PIZZA NAPOLETANA

Le antiche tenute di Serralunga d’Alba, suggestivo angolo del Piemonte scelto da Vittorio Emanuele II come dono d’amore per la “Bela Rusin”, sono oggi un’azienda all’avanguardia, che fra le prime ha creduto nel progetto 480°GRADI.

Una partnership così intensa da portare alla creazione di un’iniziativa ad hoc: Touché, un “flirt” fra le bollicine piemontesi Alta Langa e la pizza napoletana.

I FRITTI DI PASQUALE & GAETANO TORRENTE

È iniziata ufficialmente il 18 febbraio scorso, la collaborazione fra il locale braidese e Pasquale e Gaetano Torrente, due dei più grandi interpreti della tradizione del “cuoppo”, l’autentico e antico street food partenopeo.

Dopo il Convento e la Cuopperia di Cetara, sulla costiera amalfitana, Burro&Alici di Erbusco, nel cuore di Franciacorta, e le friggitorie di eataly, Pasquale e Gaetano Torrente hanno scelto di sbarcare nelle Langhe con l’idea di portare non solo le loro celebri specialità partenopee, ma anche di iniziare un lungo percorso che li porterà a interpretare eccellenze del territorio come il coniglio grigio di Carmagnola e il classico “fritto misto piemontese”.

LA GRANDE PIZZA

Uno degli eventi più curiosi, insoliti e attesi dell’intero 2016: un calendario di appuntamenti unici che al forno di 480°GRADI – Bra vedranno alternarsi, nell’insolita veste di piazzaioli per una sera, alcuni tra i migliori chef italiani, la maggior parte dei quali premiati con le Stelle assegnate dalla guida “Michelin”.

Acclamati professionisti dei fornelli che per una volta abbandoneranno le loro prestigiose creazioni con il compito di rivisitare alcune pizze tradizionali, fra cui la classica “Margherita”, oltre a dar vita a due libere interpretazioni del piatto italiano più amato del pianeta, fino a formare un piccolo menù “stellare” introvabile altrove.

 

PERCHÉ

Semplice: perché secondo un recente censimento, al mondo esistono all’incirca 290 mila pizzerie, un numero che dimostra meglio di qualsiasi altro ragionamento l’amore che unisce il genere umano alla pizza.

Scendendo ancor di più nel dettaglio si parla di oltre un milione di addetti impegnati nel settore, con un fatturato annuo che supera i 75 miliardi di euro.

Sì, perché alla pizza, anche in tempi di crisi, non si rinuncia: rilassa, mette allegria, sazia e bene o male possono permettersela quasi tutti. Piatto fra i più esportati, la pizza ha seguito i grandi flussi migratori degli italiani verso altri paesi, trascinando ai vertici delle classifiche di consumo gli Stati Uniti d’America, dove la media pro capite si aggira sui 13 kg annui contro i 7,6 degli italiani, che comunque portano il “Bel Paese”, nel suo complesso, sulla soglia dei 3 miliardi di pizze all’anno.

In Italia, a proposito, le pizzerie sono circa 42.000, di cui quasi la metà da asporto, e danno lavoro a 100 mila addetti, anche se, a sorpresa, scendendo ancor di più nel dettaglio, la città in cui si concentra il maggior numero di pizzerie è San Paolo del Brasile, con oltre 6.000 locali che sfornano oltre 30 milioni di pizze ogni mese.

A mantenere il primo posto degli Stati Uniti sono numerose catene di pizzerie in franchising come ad esempio “Pizza Hut”, presente in 86 paesi del mondo ma non in Italia: quasi inutile – questa volta- rispondere alla domanda “perché”.