Uomo salvato con un duplice intervento dopo un doppio grave ictus, presso l’ospedale Molinette di Torino

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Doppio grave ictus in 24 ore, per la prima volta viene salvato per ben due volte, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino.

Si tratta di un uomo di 49 anni della provincia di Torino in buona salute.

Martedì scorso ha accusato un primo ictus cerebrale manifestatosi con problemi di linguaggio e paresi degli arti di destra, causato da una dissecazione della carotide interna (ossia da una lacerazione della parete dell’arteria che può avvenire spontaneamente oppure dopo un evento traumatico al collo).

Il paziente è stato sottoposto presso l’ospedale di Rivoli alla somministrazione di un farmaco trombolitico per via endovenosa e, secondo le recenti linee guida dell’ictus cerebrale, trasferito per eseguire un trattamento per via endovascolare.

Essendo l’ospedale Molinette il riferimento per l’ospedale di Rivoli secondo il modello regionale Spoke and Hub, il paziente è stato tempestivamemte inviato presso il servizio di Neuroradiologia interventistica, diretto dal professor Mauro Bergui. Viene eseguito con successo un intervento di trombectomia, ossia di “estrazione dell’embolo occludente mediante un dispositivo endovascolare” ed il paziente recupera il deficit neurologico.
Il pomeriggio successivo, proprio durante la TC di controllo in ospedale, si verifica un nuovo aggravamento neurologico, causato da una recidiva dell’ischemia cerebrale con ricomparsa di gravi disturbi di parola e paralisi agli arti di destra: le indagini eseguite dimostravano nuovamente l’occlusione dell’arteria carotide interna ed una grave sofferenza ischemica del cervello.

Viene prontamente sottoposto ad un secondo intervento endovascolare con riparazione della carotide mediante posizionamento di stent e rimozione dell’embolo intracerebrale: il paziente recupera nuovamente persistendo ad oggi solo un lieve disturbo di linguaggio. Ora il paziente è ricoverato in buone condizioni nella Stroke Unit delle Molinette, diretta dal dottor Paolo Cerrato.

Questo caso testimonia come l’ictus cerebrale sia una patologia curabile ricorrendo alle moderne metodiche di trombolisi endovenosa ed intrarteriosa, se si interviene tempestivamente, anche in presenza di una recidiva, e come si possa evitare al paziente gravi deficit neurologici ed handicap residui.