Dopo il biennio al Bra, parla Gardano: “Ho voglia di ripartire, anche dai giovani” | L’ex tecnico giallorosso ci svela le trattative “abbozzate” in questi giorni ed i suoi progetti per il futuro

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Ad un mese dalla fine del campionato 2015/16 di Serie D e della sua esperienza sulla panchina del Bra, Ideawebtv.it ha contattato il tecnico Massimo Gardano per fare il punto sulla sua situazione professionale e per riavvolgere in parte il nastro di quello che sono state le ultime settimane.

 

Mister, 30 giorni dopo, rieccoci faccia a faccia. Impossibile non partire da dove ci eravamo lasciati: è cambiato qualcosa nella sua interpretazione del biennio braidese?
“Direi di no. Quando io esco pubblicamente con delle considerazioni lo faccio in modo freddo e cinico, senza lasciarmi trascinare dalle passioni, quindi le interpretazioni date ormai qualche mese fa sono esattamente le stesse di oggi. Lo scorso 8 maggio è finita sul campo la collaborazione con il Bra: con la società si è chiuso bene, decidendo di comune accordo di sospendere l’attività subito dopo ultima partita, sia per dare spazio a nuovi arrivati affinchè prendessero posto a Bra, non che non l’avessero già fatto (ride, ndr), sia perché non avrebbe avuto senso continuare a lavorare al termine di un progetto”.

 

A Bra, ora, è tempo di Daidola-bis. Il tecnico, presentato negli scorsi giorni, ha confermato di non voler modificare completamente la rosa a propria disposizione: sorpreso da questa possibile “non-rivoluzione”?
“Sono cose che non mi riguardano. Sinceramente, non lo so e non mi interessa: non conosco le loro strategie e le loro scelte. Sono affezionato alle persone di Bra che per due anni hanno condiviso con me il percorso professionale ma dal punto di vista tecnico sono molto lontano e non mi interessa”.

 

Tempo fa su Facebook si è registrato a Pinerolo… segnale o pura casualità?
“Ero là per seguire da vicino il Giro d’Italia (ride, ndr). Nulla a che vedere, quindi, con aspetti professionali. Per il futuro, c’è qualche chiacchierata ma è tutto molto “soft”. Ho avuto contatti con la Fezzanese ma la trattativa non è andata in porto per più di una ragione: divergenze economiche ma anche, e soprattutto, tecniche mi hanno spinto a non accettare, anche perché farlo così presto mi sembrava un po’ un azzardo. Prima dei playout avevo fatto una chiacchierata “senza impegno” con il Marsala ma dopo la loro retrocessione non sappiamo come evolverà la situazione”.

 

Quindi, al momento, non c’è nulla di concreto che bolle in pentola. Ma Massimo Gardano che progetto sportivo sta cercando?
“Massimo Gardano, ad oggi, sarebbe disposto a valutare ogni ipotesi, anche quella, ad esempio, di occuparsi del settore giovanile di una qualche squadra professionistica, se mai si creasse l’opportunità. Con i giovani ho già lavorato in passato ed oggi porterei in dote un bagaglio di esperienza maggiore, da allenatore Uefa A. So di non avere santi in Paradiso, di non portare sponsor, di non allenare gratis: con me porto lavoro ed ore intense sul campo. L’ambizione fa parte dell’essere umano, quindi è normale che dentro di me c’è la voglia di voler fare di più, di muovermi in qualche terreno sconosciuto. Se dovessi avventurarmi in uno conosciuto e familiare, mi piacerebbe ricominciare un progetto sullo stile di quello di due anni fa, ripartire da zero e costruire con la serenità di chi può lavorare per due o tre stagioni. Il piacere di vedere plasmare qualcosa, di costruire in un ambiente magari un po’ sconsolato o deluso e ridare entusiasmo è piacevole e gratificante. Penso in questo senso di essere abbastanza esperto”.

 

Carlo Cerutti – Redazione Sportiva Ideawebtv.it