Torino: la GdF dona alla Croce Rossa 4000 capi sequestrati

0
153

Importante iniziativa di solidarietà del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, di concerto con la locale Procura della Repubblica, nei confronti dei cittadini più bisognosi.

 

 

Il Comandante Regionale Piemonte, unitamente ad ufficiali del Comando Provinciale Torino, ha, infatti, consegnato al Presidente del Comitato Regionale Croce Rossa Italiana del Piemonte, Dott. Antonino Calvano, quasi 4.000 capi sequestrati nel corso dell’operazione “Mohair”, conclusasi nello scorso mese di maggio. Considerato che nei confronti di migliaia di articoli era possibile asportare la falsa etichettatura, le Fiamme Gialle hanno chiesto la possibilità di devolvere in beneficenza parte dei prodotti sequestrati. Il magistrato che ha coordinato le indagini, Dott. Alessandro Aghemo, ha accolto la richiesta e gli uomini della Guardia di Finanza hanno individuato nella Croce Rossa di Torino il destinatario della predetta merce.

 

La notifica dell’ordinanza della Procura di Torino, che rilevava l’effettiva esigenza ed il sicuro utilizzo a fini umanitari della merce confiscata previa rimozione delle false indicazioni qualitative, è avvenuta presso la sede del Gruppo della Guardia di Finanza di Corso IV novembre. I beni sono stati poi consegnati presso la sede regionale della Croce Rossa, per la successiva distribuzione ai bisognosi. Il sequestro, eseguito dai “Baschi Verdi” torinesi, era scaturito a seguito della vendita, a prezzi inferiori rispetto a quelli mediamente praticati, di capi vari in filati pregiati, rilevata in un negozio della centralissima via Garbaldi a Torino e presso alcuni grossisti del centro
commerciale di Settimo Torinese (TO).

 

Le analisi chimiche effettuate dal Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane di Milano e dal Laboratorio BuzziLab di Prato, avevano evidenziato che i capi anziché essere composti da filati come cashmere e mohair, erano in realtà realizzate con un filato contenente in prevalenza viscosa, polyammide. Le attività investigative avevano consentito di ricostruire le filiere produttive della merce illecite, portando all’individuazione di oltre trenta aziende operanti nel settore.

 

c.s.