Pena ridortta a 17 anni per l’ uxoricida braidese | La Corte d’Appello gli ha concesso le attenuanti generiche

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Si è chiuso ieri,mercoledì 4 maggio, a seguito della prima udienza, il processo di secondo grado a carico di Michele Bambino, l’autotrasportatore braidese di 61anni, precedentemente condannato a vent’anni di carcere con rito abbreviato, dal giudice Alberto Giannone del tribunale di Asti.

La condanna gli era stata imputata per aver sparato e ucciso la ex moglie Marta Forlani di anni 50, all’interno della ex casa coniugale nel giugno 2013.

La tragedia si verificava a seguito di una grigliata organizzata a casa domenica 13 giugno dalla donna con alcune amiche.In primo grado, il pubblico ministero Donatella Masia aveva chiesto per l’autotraspotatore l’ergastolo.

La Corte d’Assise d’Appello di Torino presieduta dal giudice Fabrizio Pasi, a conclusione dell’udienza di ieri, ha ridotto a 17 anni e 4 mesi la pena per Michele Bambino, accogliendo la richiesta di concessione delle attuanti generiche degli avvocati difensori Aldo Mirate e Pier Mario Morra.

Il condannato, già detenuto nel carcere di Asti, era presente all’udienza, così come alcuni familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Giuseppe Fissore e Antonio Rossomando, i quali hanno dichiarato di attendere le motivazioni della sentenza, che ha potuto riconoscere delle circostanze attenuanti rispetto a un omicidio assolutamente efferato, in cui sono stati fatti esplodere più colpi d’arma da fuoco contro una donna inerme che implorava di non essere uccisa.

AF