Da Carrù a RDS, il viaggio di Marlen Pizzo: “Un sogno nato quasi per gioco”

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Da Carrù a Roma, da un piccolo paese della provincia di Cuneo ad una grande emittente radiofonica. E’ lo splendido viaggio fatto da Marlen Pizzo, carrucese di 32 anni che da qualche settimana potete ascoltare in diretta su RDS dal venerdì alla domenica dalle 18 alle 22.

Difficile intervistare una così, voce nel weekend di una delle radio italiane più conosciute e ascoltate? Assolutamente no: Marlen si dimostra disponibilissima e gentile, ed è addirittura lei a richiamarci dopo un primo contatto e a raccontarci la sua storia, davvero particolare. Dai primi passi fino alla diretta su RDS, con le gambe che tremano, ma la voce no.

 

Partiamo dagli inizi e dalla tua passione per la radio. Com’è nata?
In realtà quello della radio per me è sempre stato un percorso parallelo. Il mio primo amore è stato il teatro, che ho cominciato a fare quando avevo 14 anni. Ho frequentato la scuola di Teatro Stabile a Torino e mi sono diplomata nel 2006, cominciando poi a lavorare come attrice. Diciamo che la radio era un hobby: ho iniziato a Fossano, a Radio 103, avevo un piccolo programmino che andava in onda tutte le settimane, nel quale ospitavamo i gruppi musicali che venivano e suonavano live. Era molto bello, mi piaceva, però avevo investito tutto sul teatro e in quel momento avevo in testa solo quello“.

 

Poi cosa è successo?
E’ successo che ad un certo punto, nell’estate del 2014, mi sono detta: ‘Basta, smetto con tutto!’. Era un momento troppo brutto per l’arte: so che può sembrare un discorso snob, ma quando vivi di quello, o c’è qualcosa che ti stimola ad andare avanti, oppure ti fermi. E infatti io ho detto basta e ho mollato tutto, cambiando completamente vita e andando ad aiutare mio fratello a gestire il suo locale a Torino“.

 

Dalla gestione di un locale come sei arrivata a partecipare alla RDS Academy?
Nel marzo del 2015 ho sentito per radio di questo provino per RDS Academy. Era da mesi che non facevo un provino, ma ho deciso di farlo, quasi per gioco, senza dirlo a nessuno. Così un giorno, dopo 13 ore di lavoro al bar, distrutta, alle 3 del mattino, mi sono ricordata che non avevo ancora fatto il video per quel provino: l’ho fatto, l’ho mandato e mi hanno chiamata. E’ andata davvero così“.

 

E così arriviamo al tuo ingresso alla RDS Academy: che esperienza è stata?
L’impatto più tosto è stato quello di essere proprio nella sede di RDS, che è bellissima e davvero enorme. E poi sei lì che ti stai giocando un contratto, e ti ritrovi al fianco di persone che fino al giorno prima ascoltavi in radio; in più c’è la pressione delle prove, i tempi televisivi: è stata un’esperienza molto stressante, ma senza dubbio molto bella e formativa“.

 

Esperienza finita perché hai commesso un errore in una prova.
Sì, nella prova ‘talk’: mi sono proprio fermata, ho fatto l’errore che non dovevo fare. A quel punto sono uscita ed ho pensato che era finita, che me l’ero giocata male. Ed invece, per una volta, è successo davvero come accade nei film: mi hanno richiamata dicendomi che, nonostante l’errore, ero una bella voce, che a loro piaceva e interessava. Mi hanno proposto di tornare e di andare a Dimensione 2, una delle radio locali di RDS. Ovviamente ho accettato, e dopo un periodo di formazione ho cominciato: era l’inizio di giugno dell’anno scorso“.

 

Poi la chiamata in cui ti veniva annunciata la “promozione” a RDS. Come ti è stata data la notizia e come l’hai presa?
Le comunicazioni avvengono via mail: un giorno mi è arrivata questa mail nella quale mi veniva chiesto se mi sarebbe piaciuto provare a fare il passo successivo, cioè entrare in RDS. Io l’ho riletta un po’ di volte per essere sicura che fosse vera. Pensavo si trattasse di un pesce d’aprile, ma eravamo a dicembre, e allora ho capito che era tutto vero. Mi hanno spiegato che se avessi voluto avrei cominciato una fase di prove, prima del passaggio a RDS“.

 

Te l’aspettavi o è stata una cosa assolutamente improvvisa?
In fondo in fondo, quando mi hanno messa a Dimensione Suono, la speranza c’era, magari per un domani, un giorno, se le cose fossero andate bene. Ma ‘un giorno’ per me era molto lontano, non sicuramente dopo neanche un anno. Mi ha davvero spiazzata, è stato emozionante“.

 

Ed eccoci alla prima diretta: venerdì 11 marzo, nella fascia oraria dalle 18 alle 22. Com’è stato?
Mi tremavano le gambe, un classico. La cosa che mi ha salvato è stata fare un intervento prima della mia diretta con Claudio Guerrini e Rosaria Renna, che sono nella fascia prima e sono due voci storiche: ho fatto una specie di pre-battesimo, la tensione si è ammorbidita e poi ho cominciato ed è andata bene. A parte le classiche papere…ho sbagliato a dire l’orario!“.

 

Dopo qualche settimana di dirette, superata l’emozione della “prima”, ti ritieni soddisfatta di come sta andando?
Sì, sono soddisfatta, anche se so che ho ancora tante cose da migliorare. Poi avevo un’altra preoccupazione, essendo entrata al posto di Chiara Papanicolau, che ha deciso di andare via: quando entri sostituendo una voce che è lì da un po’ è sempre difficile, non sai mai se gli affezionati a quel conduttore cambieranno idea. Ma per fortuna è andata bene, nessuno si è lamentato!“.

 

Com’è stato trovarti a lavorare con gente che fino al giorno prima ascoltavi alla radio?
Lo scarto più difficile è stato proprio quello, il dire: ‘Ok, adesso io sono come voi’. Quando vai in diretta, il rischio è di fare quella che è appena arrivata e metterti un passo sotto loro: è ovvio che lo sei, perché non hai l’esperienza che hanno loro, però non puoi farlo. Poi comunque sono tutti molto carini, mi hanno aiutato e messo a mio agio subito, c’è un bell’ambiente“.

 

E adesso? Quali sono i tuoi programmi? Sarà sempre la radio il tuo futuro?
Tendenzialmente, se c’è una cosa che ho imparato da queste ultime esperienze, è non programmare più niente. Ho capito che le cose possono cambiare in un attimo, dall’oggi al domani, come quando mi sono dovuta trasferire a Roma in 4 giorni. Quando ti succede che la tua vita cambia radicalmente da un momento all’altro, allora poi non programmi più niente. Certo, ora tutto sta girando intorno alla voce: ho iniziato anche a collaborare con uno studio di registrazione per piccoli spot. Però il teatro non lo posso lasciare così, sicuramente ci tornerò, ma è ovvio che ora la priorità è la radio. Riuscire a conciliare entrambe le cose sarebbe il massimo“.

 

Da Carrù a Roma, passando per Torino. Cosa ti rimane della Granda, dove tuttora vive la tua famiglia?
Il legame è fortissimo, perché quando passi i primi anni della tua vita in un posto, fino all’adolescenza, quel posto poi te lo porti dietro sempre. C’è una frase, bellissima, che mi ha detto una volta un regista importante con cui ho lavorato. Ero nell’età dell’adolescenza e dicevo sempre che volevo andare via, e lui mi disse: ‘Per poter andare, bisogna avere delle radici solide’. Ecco, se ora mi chiedi dove sono le mie radici, io ti dico che sono nella mia famiglia, e quindi nella provincia di Cuneo. Poi, anche professionalmente, io sono cresciuta lì, dove ho cominciato e ho fatto le prime interviste di un certo spessore, con nomi importanti. La mia infanzia e la mia adolescenza sono state lì, lì ho i miei genitori, è ovvio che sono molto legata“.

 

Riesci a tornare da queste parti qualche volta?
Cerco di farlo, ma purtroppo è difficile. Quest’anno, per esempio, durante le festività ho sempre lavorato. Tornerò a maggio, per uno spettacolo che farò a Mondovì per i bambini. Quando riescono vengono a trovarmi i miei genitori. Loro hanno sempre appoggiato il mo percorso. Certo, mio padre mi ha sempre detto che sarebbe stata difficile la strada che ho scelto e che avrei dovuto pedalare, però poi mi ha supportato“.

 

Ti ascoltano sempre?
Sì, mi ascoltano e sono contenti per questo bel momento. Per me è importante averli lì, perché spesso hai bisogno di un confronto e di un parere sincero e loro sono sempre sinceri. Se vado male o se sono stata noiosa, me lo dicono e questo è importante. So che loro mi dicono la verità“.

 

GDS

In foto Marlen Pizzo