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Il Collettivo Mononoke occupa il sottopasso di Alba per ripulirlo, ma è polemica| Il Sindaco Marello: “Disposto al confronto, ma non condivido il metodo usato”

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Ad Alba c’è un sottopasso, che si trova in corso Einaudi, che da oltre 10 anni è in stato di abbandono. Un gruppo di giovani albesi, i Mononoke, ha deciso di fare qualcosa per questo posto: così i ragazzi hanno occupato il luogo, con l’obiettivo di dargli una ripulita e farlo diventare di nuovo utilizzabile.

Non senza qualche polemica nei confronti delle amministrazioni degli ultimi anni che, a loro avviso, hanno colpevolmente ignorato la questione, senza fare nulla. Per questo sono stati esposti alcuni striscioni, dalle scritte inequivocabili, come “Sottopasso liberato” e “Le vostre parole, i nostri fatti”. Nonostante siano stati invitati dalle forze dell’ordine a lasciare il luogo, perché privi di autorizzazione, i giovani non hanno voluto saperne.

“Non posso condividere il metodo usato – dice il sindaco Marello – perché non si può occupare un’area pubblica senza alcun tipo di autorizzazione. La zona inoltre è da mettere in sicurezza, questi ragazzi avrebbero fatto meglio ad interpellare prima il Comune e spiegare quali erano le loro intenzioni, tanto più che in diverse occasioni avevo detto che avrei voluto recuperare la funzionalità di quel sottopasso”. Pur condannando il metodo, però, il primo cittadino di Alba ha apprezzato la voglia di riqualificare l’area, e per questo si dice disponibile ad un confronto: “Martedì li incontrerò – spiega Marello -, se hanno delle idee su come recuperare e rendere fruibile l’area li ascolto volentieri. Io ricordo che quando sono stato eletto sindaco uno dei provvedimenti che era nell’aria era quello di murare questo sottopasso: io non volli farlo, perché penso che si dovrebbe cercare un modo per utilizzarlo. Ci sono state delle proposte che nel tempo si sono fatte avanti, ma poi non si sono concretizzate. Tra queste quella di alcuni commercianti che un mese fa mi hanno interpellato per valutare l’idea di poterci inserire delle vetrine promozionali. Ripeto, se ci sono delle idee e delle proposte si possono ascoltare e valutare, come quella di questi ragazzi di farne un luogo attrattivo per i giovani”. E sulla contestazione da parte del gruppo? “Questo è un aspetto polemico che ribadisco di non condividere. Come ho già detto, la volontà di fare qualcosa c’era: avremmo voluto aprirlo e renderlo fruibile, ma se è stato chiuso anni fa qualche motivo c’era”.

 

GD

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