Laurea Magistrale alla fisioterapista saluzzese Giovanna Paola Malta con una tesi sul “rischio cadute”

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Giovanna Paola Malta, fisioterapista dell’Asl CN1 in servizio presso l’ospedale di Saluzzo, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie, presso il polo didattico San Luigi Gonzaga di Orbassano, Università degli studi di Torino, con votazione 110/110 e lode.

 

Il tema della tesi, elaborata con la preziosa collaborazione di Maria Pinto, responsabile infermieristico della struttura Risk Management dell’Asl, è di quelli attuali e dibattuti “La gestione del rischio cadute: l’esperienza dell’Azienda Sanitaria Locale CN1.” (relatore il Prof. Emanuele Davide Ruffino).

Nel nostro Paese il tasso di incidenza di eventi avversi in ospedale è del 5,2%, in linea con le percentuali degli altri Paesi Ue; il 60% degli eventi risulta prevenibile.

 

Spiega Giovanna Paola Malta: “Uno degli aspetti più controversi delle cure mediche è la capacità di causare disabilità e disagi. Ovunque cure mediche vengano dispensate il paziente corre il rischio di essere vittima di un danno in conseguenza involontaria di quelle stesse cure. E la percentuali di questi danni è diventata un importante indicatore della qualità delle cure. L’abbondante letteratura inerente alla materia conferma che la gestione del rischio necessita di un approccio multifattoriale, integrato, in linea con la mission della clinical governance delle Aziende Sanitarie, che si può realizzare soltanto attraverso una complessa programmazione, nella quale operatori e pazienti siano attivamente coinvolti e partecipi”.

 

La prevenzione e la gestione delle cadute dei pazienti ricoverati costituisce una problematica rilevante in ambito ospedaliero e non solo. Per il Ministero della Salute le cadute rientrano tra gli eventi avversi più frequenti nelle strutture sanitarie e possono determinare conseguenze immediate e tardive anche gravi fino a condurre, in alcuni casi, alla morte del paziente. Le persone anziane presentano un maggior rischio di caduta”.
L’analisi e il confronto degli studi hanno evidenziato alcune costanti nelle cadute, legate soprattutto ai fattori intrinseci dei pazienti e hanno dimostrato che Raccomandazioni, Linee Guida e Procedure possono migliorare la pratica professionale degli operatori, uniformare i comportamenti e ridurre l’incidenza di errori. Gli strumenti esistono, bisogna puntare alla responsabilizzazione del personale e alla sensibilizzazione al problema, favorendo la cultura della segnalazione.

 

c.s.