Home Cuneo e valli Allarme pet-coke in Piemonte, Davico: “Il ministro Galletti blocchi l’azienda di Bernezzo”

Allarme pet-coke in Piemonte, Davico: “Il ministro Galletti blocchi l’azienda di Bernezzo”

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“In Piemonte è allarme pet-coke. Parliamo di un residuo nocivo derivante dalla raffinazione del petrolio che fino al 2002 è stato considerato uno scarto tecnico tossico. A fronte di un territorio che punta sull’agricoltura biologica, c’è un’azienda, la Unicalce SpA, che ha presentato alla Provincia di Cuneo con procedimento AIA (autorizzazione integrata ambientale ) formale richiesta di utilizzo del combustile pet-coke nella cava di Bernezzo“.

Lo denuncia il senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, Michelino Davico, in un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, durante il Question Time al Senato.
E’ necessario – aggiunge – che il ministro intervenga, anche alla luce dei riconoscimenti Unesco attribuiti alle Langhe-Roero e Monferrato, al Monviso, all’Altopiano della Gardetta e al Parco del Mercantour affinché venga scongiurato il rilascio di detta autorizzazione all’utilizzo di un rifiuto come il pet-coke alla società Unicalce di Bernezzo, in quanto ciò metterebbe seriamente a rischio le eccellenze e l’economia di un’intera regione e la salute dei cittadini. Gli enti locali e le associazioni di categoria, per altro, si sono già dichiarati contrari a questa ipotesi e sono nati anche dei movimenti di cittadini in merito. Si tratta di quindi di una situazione che il governo non può e non deve sottovalutare per cui aspettiamo risposte precise. In via precauzionale, in attesa delle decisioni che arriveranno dall’importante Conferenza di Parigi sul clima invitiamo il ministro Galletti a fare un gesto di grande responsabilità e sensibilità sospendendo in via precauzionale tutte quelle attività che possono essere considerate a rischio per l’ambiente e per la salute. Si tratta di tutelare il destino di una delle aree che si è guadagnato il titolo di Patrimonio dell’Umanità che non può correre il rischio di vedersi contaminare dalla decisione unilaterale di un’azienda che intende, bruciando pet coke in uno dei suoi forni al posto del più ecologico metano, perseguire i propri interessi al di là di ogni se e di ogni ma“.

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