Il mancato completamento dell’Asti-Cuneo finisce su “La Gabbia” (VIDEO)

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Lunedì 21 e martedì 22 settembre la redazione della nota trasmissione tv ‘La Gabbia’ in onda su La7 è stata in provincia di Cuneo per realizzare un servizio sul mancato completamento dell’autostrada A33 Asti-Cuneo. Il servizio dal titolo “Chi ci guadagna se l’autostrada rimane incompiuta”, firmato dal giornalista Manuele Bonaccorsi, è andato in onda mercoledì 23.

Tra gli intervistati, imprenditori e sindaci cuneesi che quotidianamente pagano il disservizio causato loro dall’assenza della tratta albese e il presidente di Confindustria Cuneo Franco Biraghi, che si sta adoperando in prima persona per ottenere al più presto il riavvio dei lavori.

 

“Una nostra azienda associata, la Monge & C. di Monasterolo di Savigliano, ha messo a disposizione del giornalista e del suo cameraman uno dei propri camion ‘marchiati’ con la scritta ‘Vogliamo l’autostrada A33 Asti-Cuneo’ – spiega il presidente degli industriali cuneesi, Franco Biraghi -. Abbiamo mostrato all’inviato del programma cosa vuol dire per un’azienda cuneese non avere a disposizione un’autostrada completa, ma che fa pagare pedaggi molto cari”.

 

Durante la due giorni di riprese, la redazione de ‘La Gabbia’ ha intervistato sindaci, cittadini e imprenditori, esasperati dall’empasse che sta vivendo l’opera, bloccata ormai da anni. Le riprese hanno mostrato la protesta dei venti sindaci di Langa e Roero e di un nutrito gruppo di cittadini che martedì 22 settembre hanno manifestato nei pressi del casello autostradale di Govone.

 

Non mancano alcuni dati relativi agli incassi della società concessionaria e un’intervista fatta proprio al presidente di Confindustria Cuneo, Franco Biraghi: “Ho evidenziato come la concessionaria non abbia alcun interesse a terminare l’opera perché altre tratte autostradali come la Torino-Savona, la Milano-Torino o la Torino-Piacenza, sempre gestite dalla stessa, abbiano pedaggi ben più elevati e quindi remunerativi per le proprie casse”.
Il servizio di Manuele Bonaccorsi si chiude con alcune riflessioni del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio che, sulla vicenda Asti-Cuneo, ammette come ci siano regole che non stanno funzionando.

 

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c.s.