Albania e Tirana, la nuova little Italy che aspetta la Granda | Il rilancio di Levaldigi potrebbe fare del collegamento low cost con Tirana un punto di forza commerciale

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Un ferragosto italiano nel segno dell’Aquila… a due teste. Chi intenda vivere l’atmosfera di una Italia immediatamente post boom e in era yuppie, tecno integrata al 2015, trova una meta sorprendente a un’ora, massimo un’ora e mezzo, di aereo.

Destinazione aeroporto internazionale Madre Teresa, quindi arrivo nella Capitale Tirana, centro direzionale di un’Albania che lo scorso 8 agosto ha ricordato il maxi esodo dei 20.000 cittadini schipetari avvenuto 24 anni verso la nostra penisola, sospinti dalle macerie del regime comunista, ma che da alcuni anni a questa parte sta assurgendo a piccola “Merica” di prossimità per una popolazione, fra stanziali e ricongiungimenti, prossima ai 40.000 cittadini del Belpaese.

 

Persone concentrate per il 90% a Tirana, metropoli cresciuta fino a raggiungere il milione 200.000 abitanti – un terzo e più della demografia albanese – e diversificate in attività che spaziano dal lavoro dipendente in missione all’esercizio d’impresa, dallo studio accademico alla libera professione, fino al tempo libero che riguarda una componente crescente di pensionati, questi ultimi attratti dal contenuto livello di carovita e dalla possibilità, una volta acquisita presso il Consolato d’Italia la iscrizione all’Aire (anagrafe dei residenti all’estero) e quindi la residenza fiscale dopo sei mesi e un giorno, di ricevere la propria pensione nell’importo lordo vita natural durante, stante una vantaggiosa politica fiscale che detassa totalmente i vitalizi previdenziali sia privati che pubblici anche maturati in Italia.

 

Relativamente facile l’apertura di conti correnti low cost, sia presso certificante banche locali che rivolgendosi alla sabauda Intesa San Paolo il cui quartier generale è nel cuore dell’esclusivo Quartiere Blloku, un tempo quartier generale rosso e oggi simbolo di divertimento e movida che porta a Tirana ogni sera decine di migliaia di giovani in una realtà assolutamente vivace e frizzante ma sicura a ogni ora del giorno e della notte.

 

La crisi in cui persiste il nostro Paese, e che si traduce nella sistematica oppressione fiscale e burocratica delle piccole imprese artigiane e terziarie – da Equitalia agli studi di settore, in un quadro che minaccia peggioramenti – sta portando sempre più imprenditori e professionisti, anche piemontesi e in ultima istanza cuneesi e astigiani, a sondare con concreto interesse il mercato albanese, sia come bacino consumistico per proporre una offerta qualità prezzo impensabile da noi, sia come piattaforma produttiva e promozionale, dall’agroindustria alle fonti rinnovabili ai call center. Ne deriva una sempre più evidente, tangibile e apprezzata presenza di locali alla moda very italian style, dai ristoranti alle gelaterie ai negozi di articoli enogastronomici e sartoriali, annessi alle maggiori catene distributive del Paese – Conad, Carrefour, Big Market – o presenti come attività di vicinato a conduzione individuale e familiare. Anche l’industria e l’artigianato manifatturiero stanno vedendo accresciuto il proprio peso, dalle lavorazioni meccaniche di precisione alle costruzioni più infrastrutturali (Preve Costruzioni) alla trasformazione agroindustriale destinata a ritagliarsi uno spazio principe con i nuovi programmi di avvicinamento europeo dell’Albania.

 

Il convegno GrandAlbania, organizzato dal Vicepresidente ABI Beppe Ghisolfi e dal giornalista Alessandro Zorgniotti, inviato a Tirana, con la consulente del Governo albanese Blerina Xhafa e l’avvocato Oltian Ohoxholli, ha evidenziato i punti di forza e le crescenti prospettive della collaborazione Cuneese, Astigiana e Albanese, collaborazione che potrebbe veramente mettere le ali – non ce ne voglia Red Bull che con Coca Cola e Birra è la bevanda mattatrice della movida albanese – grazie all’avviato rilancio dello scalo aeroportuale di Cuneo Levaldigi il quale – come annunciato dal presidente della CCIAA Ferruccio Dardanello e dall’industriale globale Amilcare Merlo – potrebbe avere proprio nel collegamento diretto low cost con Tirana, sempre più richiesto a gran voce dalla comunità cuneese e albanese, un punto di assoluta forza commerciale.

 

AZ