Evasione fiscale internazionale | Scoperto italiano con introiti non dichiarati al fisco nel settore turistico immobiliare keniota

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Il contrasto alle ricchezze illecitamente costituite e depositate nei paradisi fiscali e all’evasione fiscale internazionale, costituisce, ormai da tempo, una delle priorità del Corpo, in linea con le direttive dell’Autorità di Governo che, per stimolare l’emersione degli investimenti all’estero ed il rientro dei capitali, ha adottato specifici provvedimenti normativi all’attenzione della pubblica opinione.

 

In tale ambito si colloca una recente operazione delle Fiamme Gialle della Compagnia di Bra che hanno concluso un’ispezione nei confronti di un cittadino italiano, residente in provincia, in capo al quale è stata ricostruita la disponibilità, completamente sconosciuta al fisco, della partecipazione di controllo (pari al 50% del capitale sociale) in una società keniota, operante nel settore turistico-immobiliare, ceduta ad un operatore economico del cuneese.

 

La vicenda è emersa proprio a seguito degli approfondimenti svolti sulla posizione di quest’ultimo in base alla documentazione reperita nel corso dell’accesso eseguito, in occasione dell’avvio della verifica fiscale, presso l’azienda della quale l’acquirente è socio ed amministratore.

 

Le attività ispettive hanno permesso di recuperare a tassazione i proventi della cessione delle quote per un importo pari ad euro 145.000. La caratteristica dell’operazione consiste nella constatazione di proventi derivanti da una transazione disposta estero su estero, normalmente, per ovvi motivi, di difficile individuazione.

 

Gli atti della verifica sono stati inviati all’Agenzia delle Entrate per il recupero dei tributi evasi e per l’irrogazione delle sanzioni relative alla mancata indicazione dell’investimento estero nell’apposito quadro RW della dichiarazione dei redditi, fissate in una misura compresa tra il 3 e il 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati.