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Imu montana: restituite ai comuni le somme tagliate a novembre | Fondamentale la mobilitazione dei sindaci

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Lo Stato reintegrerà i fondi non trasferiti nel 2014 dopo il decreto di novembre che introdusse l’Imu sui terreni agricoli nei Comuni montani individuati con il parametro del municipio a 600 metri di altitudine, oggi modificato. Le cifre del rimborso sono state pubblicate nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale, come allegato al nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso.

 

Le somme erano state tagliate ai Comuni a fine novembre, a seguito di un precedente decreto che tratteneva sui trasferimenti statali alle municipalità (cosiddetto “fondo di solidarietà”) la quota corrispondente al dato di gettito stimato da Ministero dell’Economia sulla base di parametri altimetrici. Tale modalità, realizzata a bilanci ormai chiusi e sulla scorta di parametri fortemente discutibili, aveva determinato la protesta dei sindaci, scesi anche a Roma il 12 gennaio. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze oggi individua così le somme decurtate ai Comuni a novembre in previsione dell’incasso dell’Imu agricola da parte degli enti. Norma poi modificata la scorsa settimana grazie all’impegno di Uncem, Anci e numerosi Parlamentari. Il problema era stato affrontato nel merito e nella forma anche il 12 gennaio a Roma, nell’incontro convocato dall’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna alla Camera dei Deputati, al quale hanno preso parte 500 sindaci e amministratori delle Terre Alte (50 i piemontesi presenti).

 

Siamo soddisfatti per l’esito della vicenda – commenta l’on. Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem – in quanto da un lato assicuriamo nei confronti dei nostri cittadini, già provati da maggiori sovracosti rispetto ai residenti di città, una condizione minima di equità evitando di applicare quella che abbiamo da subito definito la tassa sui rovi, e dall’alto restituiamo al territorio quel gettito che lo Stato si era indebitamente trattenuto. Si è dimostrata sul campo l’importanza degli strumenti della rappresentanza comunale, nonché il ruolo del Parlamento come soggetto legislativo primario che ha saputo alla fine vincere le resistenze delle burocrazie romane“.

 

Chiediamo ancora al Governo e in particolare al viceministro dell’Agricoltura Andrea Olivero, che ha seguito con grande attenzione e impegno la vicenda Imu agricola, uno sforzo per eliminare l’imposta anche nei Comuni di collina e non montani – afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – Si sono uniti a questo nostro appello anche le organizzazioni agricole, i Commercialisti, con la loro Fondazione, e moltissimi sindaci. Il tema deve essere analizzato nelle prossime settimane e ridefinito almeno per l’annualità 2015. La restituzione delle somme sottratte a novembre ai Comuni è un passo in avanti importanti nel segno della leale collaborazione tra i diversi livelli costituzionali. Ai tagli abbiamo risposto con una mobilitazione, ma allo stesso tempo con proposte e dialogo. Tanti Parlamentari hanno ascoltato i sindaci e il risultato lo dimostra. L’impegno per eliminare del tutto l’imu agricola resta comunque al centro del lavoro dell’Uncem”.

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