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Villa Margherita da Belvedere Langhe a Lequio Tanaro: la posizione della Regione

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Saitta: “Il direttore dell’Asl CN1 saprà tenere conto sia del cambio di idea e di indirizzo del Comune richiedente, sia delle linee guida regionali sulla salute mentale”

Mercoledì 17 dicembre 2014 – 18.30

Domani, in Consiglio regionale, l’assessore Saitta risponderà ad un’interrogazione presentata dal Consigliere Graglia sulla vicenda della struttura “Villa Margherita” già autorizzata come Comunità protetta per pazienti psichiatrici di tipo B, con 20 posti letto.

Per l’assessore Saitta è necessario ricostruire l’iter della vicenda che presenta elementi che devono essere conosciuti dall’opinione pubblica per una corretta valutazione. “Il 29 settembre scorso è giunta alla Direzione regionale Sanità un’istanza da parte del sindaco di Lequio Tanaro per il trasferimento, da Belvedere Langhe a Lequio Tanaro, della struttura “Villa Margherita” già autorizzata come Comunità protetta per pazienti psichiatrici di tipo B, con 20 posti letto. Il 27 ottobre scorso gli uffici della Direzione Sanità hanno richiesto alla Direzione Generale dell’ASL CN1 il parere di compatibilità sulla domanda del Comune di Lequio Tanaro tenendo conto della programmazione aziendale dei posti letto residenziali per l’area della salute mentale soggetti adulti.
Il 18 novembre scorso, quindi un mese e mezzo dopo averci chiesto l’autorizzazione ad insediare la Comunità, lo stesso sindaco di Lequio Tanaro ha scritto alla Direzione Sanità, ma anche all’ASL CN1 ed altri soggetti istituzionali, riferendo palesi manifestazioni di dissenso da parte della popolazione contro quella proposta ed informando di una raccolta firme tra i cittadini contrari al trasferimento in oggetto. Quindi, il Comune di Lequio Tanaro prima ha avanzato istanza di trasferimento e un mese e mezzo dopo ha espresso parere negativo al
trasferimento stesso.
Nel frattempo, il comitato di cittadini contrari al trasferimento della comunità psichiatrica nella RSA ha trasmesso all’Assessorato le firme raccolte (circa 650) e ha illustrato le motivazioni che sono alla base della loro contrarietà: la mancanza di trasparenza nella gestione della vicenda da parte dell’amministrazione comunale, il timore che le persone da accogliere rappresentino un potenziale pericolo per la popolazione scolastica e i bambini (anche a causa di gravi fatti di cronaca avvenuti nel passato), l’ubicazione della struttura in pieno centro cittadino a poca
distanza dalla scuola e dall’asilo.
Ricordo che i Programmi operativi della Regione relativamente alla salute mentale richiamano esplicitamente le linee d’indirizzo nazionali, dove si stabilisce che “devono essere evitate forme di ricovero improprie in strutture non deputate alla cura del disagio psichico e modelli di accorpamento di strutture”; cioè, si invita proprio ad evitare di collocare comunità psichiatriche all’interno di RSA o comunque all’interno di complessi residenziali che trattano diversi tipi di utenza.
Sono convinto che il direttore dell’Asl CN1 – competente a fornire il parere finale di compatibilità sulla domanda del Comune di Lequio Tanaro – saprà tenere conto sia del cambio di idea e di indirizzo dello stesso Comune richiedente, sia delle linee guida regionali sulla salute mentale”.

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