I tragici incidenti stradali nel saluzzese: “Trasformeremo il dolore della scomparsa in testimonianza utile a tutti”

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Alberto Botta, presidente di Segnal’etica: “Dobbiamo onorare i ragazzi di Scarnafigi e Sanfront ricordandoli e imparando lezioni”

Lunedì 9 giugno – 16.00

Una settimana fa la tragica scomparsa di Enrico Ferrato e Vittorio Para, i due giovani di Sanfront vittime di un violento frontale. Sui recenti, tragici incidenti stradali interviene con una lettera Alberto Botta, presidente dell’Associazione Segnal’etica di Verzuolo. Riceviamo e pubblichiamo.

 

“Sicurezza stradale…dopo Scarnafigi e Sanfront….
Domenica primo giugno alle 17,30 circa, in chiusura di Life 2.0 Safety First, una evoluzione di Life for Flying, a Verzuolo, quando mi è toccato, dal palco della premiazione, ai ragazzi che per 3 giorni avevano giocato, scherzato, gareggiato parlando di sicurezza stradale ricordando gli amici morti sulle strade, comunicare l’incidente che aveva, nella notte, portato via Ronny….a quell’ora stava accadendo la tragedia a due ragazzi, loro coetanei, di Sanfront, noi non lo sapevamo ancora….

 

Abbiamo recitato una preghiera, tutti insieme, abbiamo modificato l’eterno riposo in “eterna gioia dona loro o Signore…” perché la gioia che tutti, indipendentemente dall’età anagrafica cerchiamo vivendo.
Ho detto ai ragazzi che lo sgomento era forte e capivo il dolore, lo smarrimento e la voglia di mollare, la voglia di pensare che le manifestazioni, le conferenze i dibattiti sulla sicurezza stradale sono inutili, capivo ma sapevo che invece e’ proprio adesso che bisogna insistere e non mollare.

 

Negli anni ’70 i morti sulle strade erano circa 17.000 l’anno scorso sono stati circa 3.800….. Sono numeri sempre altissimi ma quanti in meno, quanto dolore risparmiato all’umanità….
Ho ricordato che l’anima che ci sostiene quando organizziamo percorsi tipo Life 2.0 o, a Saluzzo, la Wey Cup, e’ la Speranza del Meglio, del Bello, del Buono!
Secondo Sant’Agostino la Speranza ha due figli, uno si chiama Rabbia e vede con sdegno come vanno le cose, l’altro Coraggio e vede come le cose potrebbero andare, così la Speranza agisce e prosegue nonostante il dolore e lo sbigottimento.
Dobbiamo onorare i ragazzi di Scarnafigi e Sanfront ricordandoli e imparando lezioni, dobbiamo chiedere quale comportamento ha ridotto la sicurezza e aumentato il rischio! La Sicurezza Stradale NON ESISTE, esiste solo il pericolo, la sicurezza va creata, inventata ogni istante con i nostri comportamenti e con i nostri atteggiamenti di cura ed affetto.
Adesso in tutti noi e’ altissima l’intelligenza emotiva e vorremmo cambiare molte cose e molte abitudini, il rischio grande è che il peso di queste emozioni sia troppo elevato e presto la maggioranza di noi preferirà “alleggerirsi” il cuore dimenticando e tornando a comportarsi come prima, questa è la cosa più importante da evitare se si vogliono onorare i ragazzi!

 

Per Loro e con Loro bisogna sviluppare una forte intelligenza affettiva e, tenendoli stretti nel cuore, dobbiamo d’ora in poi mettere più affetto possibile in tutte le cose che facciamo, costruiamo, progettiamo, solo con una grande carica di intelligenza affettiva riusciremo a discernere comportamenti sicuri per noi e per gli altri e, nello stesso tempo, trasformeremo il dolore della loro scomparsa in testimonianza utile a tutti, non saranno morti invano e saranno parte fattiva del nostro futuro.
Credo quindi che l’impegno a favore della Sicurezza stradale non sia inutile e vano e debba semmai essere potenziato e adottato da TUTTE le agenzie educative come punto essenziale del loro particolare percorso formativo!

 

Per Segnal’etica onlus
Alberto Botta”

 

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Redazione