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Etichetta obbligatoria sull’origine di latte e formaggi

Il viceministro Olivero: “Proprio gli allevatori cuneesi ci avevano chiesto questa misura, che oggi è legge. Ora tocca ai consumatori informarsi e diventare arbitri della qualità”

latte etichetta 2Da mercoledì 19 aprile, in Italia è obbligatoria l’indicazione chiara, visibile e facilmente leggibile in etichetta dell’origine della materia prima su tutte le confezioni dei prodotti lattiero caseari.


Dovranno essere utilizzate due tipi di scritte: “Paese di mungitura”, cioè il nome del Paese nel quale è stato munto il latte; “Paese di condizionamento o trasformazione”, cioè il nome del Paese in cui è stato condizionato o trasformato il latte per ottenere il prodotto. Nel caso in cui il latte o il latte usato come ingrediente nella preparazione sia stato munto, trasformato e confezionato nella stessa nazione si può indicare una solo dicitura: ad esempio “Origine del latte: Italia”.

Se le fasi di confezionamento e trasformazione si svolgono sul territorio di più Paesi, diversi dall’Italia, è possibile usare le scritte: “Latte di Paesi UE” se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei; “Latte condizionato o trasformato in Paesi UE”, se il lavoro si svolge in uno o più Paesi europei.

Quando l’operazione viene effettuata al di fuori dell’Unione Europea, bisogna utilizzare la dicitura “Paesi non UE”. 
Dall’obbligo sono esclusi i prodotti Dop e Igp i cui disciplinari già prevedono l’origine e la tracciabilità del latte fresco.

 

 “Per l’Italia - osserva il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero - si tratta di un obiettivo storico, che permette di creare un nuovo e importante rapporto tra produttori e consumatori.

 Nell’ottica della massima informazione e trasparenza. Un percorso capace di tutelare il Made in Italy e il lavoro dei nostri allevatori, facendo crescere una vera e propria cultura del cibo.

Una sperimentazione che ci auguriamo possa diventare lo standard europeo.

Su questo fronte continueremo a collaborare con la Commissione Ue per rafforzare sempre di più gli strumenti disponibili in grado di affermare la qualità”.  

 

Cosa significa l’etichettatura per le tante produzioni di eccellenza del Piemonte e della provincia di Cuneo?

“E’ un passo ulteriore sulla strada della valorizzazione dei prodotti di qualità, che da noi non mancano. L’etichettatura impegna ancor di più gli allevatori ad assicurare un prodotto di alto livello, ma insieme garantisce che nessuno possa richiamare l’eccellenza del nostro Paese comprando il latte da altre parti. Proprio i nostri allevatori, alcuni mesi fa, ci avevano chiesto questa misura, che oggi è legge.

Ora tocca ai consumatori informarsi e diventare arbitri della qualità sul mercato con le loro scelte quotidiane”.

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