Una sobria nevicata

Assurde (e spesso vigliacche) le critiche ai sindaci che non hanno chiuso le scuole.
Adesso che la neve è arrivata abbondantissima, si spera che nessuno, nelle alte sfere, pensi di rispedire al mittente le richieste di sostegno avanzate dal settore ricettivo e turistico delle località montane della Granda. Le precipitazioni di fine gennaio, infatti, non possono certo consentire il recupero degli introiti persi dal ponte dell’Immacolata fino all’Epifania.
Si potranno tenere le “settimane bianche” che si temeva di perdere, ma il danno subìto resta pressoché intatto. Pertanto la richiesta di rivedere gli studi di settore, ribadita da più parti per evitare una beffa atroce, resta valida e l’auspicio è che dalle parti di Roma, presi come sono dalla fregola della caccia all’evasore (puntando perlopiù verso il nord, ed esempio facendo finta di non sapere che al di sotto di una certa latitudine l’“abbonamento” alla televisione lo paga nessuno), si rendano conto di quanto sia fondata la perorazione riguardo a questo aspetto del sistema fiscale. La neve, attesa e stavolta annunciatissima (si sapeva della perturbazione una settimana prima), ha fatto scattare le solite polemiche sui disservizi riguardo alla pulizia delle strade. In molti casi esse sono fondate ed è difficile trovare giustificazioni per quelle amministrazioni che si sono fatte cogliere un po’ troppo alla sprovvista.
Qualche ente locale, a causa delle terribili condizioni in cui si trovano le casse pubbliche, per raggiungere il pareggio, ha fatto anche la furbata di non prevedere nel bilancio le spese per lo sbombero della neve, confidando nella colossale balla del riscaldamento globale, a proposito della quale le temperature di questi giorni dicono tutto. Se tante proteste sono state ben motivate, per molte altre si può dire che invece siano state fuori luogo, oltre che ingiuste. Bisognerebbe prendere atto che, di fronte a precipitazioni eccezionali, per quanto annunciate, i miracoli non si possono fare e qualche disservizio non solo è normale, ma dovrebbe anche essere accettabile.
Un caso limite è stato rappresentato dalla mancata chiusura delle scuole, lunedì mattina, da parte dei sindaci delle maggiori città della Granda. In particolare, a subire attacchi sconclusionati e anonimi (approfittando del fatto che il suo blog lo consente) è stata Bruna Sibille, prima cittadina di Bra. La quale ha fatto, invece, la cosa giusta: se qualche genitore nutriva timori per l’incolumità dei figli, poteva tenerseli a casa.