sabato, 19 maggio 2012|

4 visitatori adesso

 
 
| Meteo: Previsioni provinciali e regionali | Farmacie: orari, indirizzo e cartina

Una sobria malinconia

La buona fede di chi non si chiede chi (e perché) gli paghi un conto da quasi 20.000 euro è certa: per lui sono come 5 centesimi per la gente comune...

E’ vero che, prima di sbottare, è meglio contare fino a dieci. Anzi, cento. Altrimenti si rischia di dire, nella fattispecie di scrivere, cose poco fini. Non so come avrei commentato, se l’avessi fatto a caldo, il coro indignato contro l’“operazione anti-euro e anti-Ue” che ha portato al declassamento del “rating” della Francia, a quello doppio dell’Italia e a quello di vari altri Paesi del vecchio continente. A far rabbia è la circostanza che, con incredibile faccia di tolla, si siano usati gli identici (e peraltro ben fondati) argomenti a cui aveva fatto ricorso Silvio Berlusconi in occasione della precedente retrocessione, solo che quando lo diceva lui, per questi soloni dell’economia, della politica e soprattutto del giornalismo, non era che il patetico tentativo di addossare ad altri le proprie colpe.

E le furibonde accuse ai giudici della Corte costituzionale che hanno cestinato i referendum elettorali espresse da chi definiva il Cavaliere golpista, fascista e addirittura pazzo allorché asseriva che la Cassazione aveva assunto un’ingiusta decisione, occupandosi di politica e non certo di diritto, confermando la scorsa primavera la consultazione popolare sul nucleare? E la balla stratosferica secondo la quale il prezzo dei carburanti praticato dai distributori diminuirà in modo sensibile grazie alla liberalizzazione del settore e, soprattutto, alla moltiplicazione dei “self-service”, divulgata da quelli che, aumentando le accise statali (seguite da quelle regionali), hanno portato la benzina a sfiorare i 2 euro al litro, con un rincaro istantaneo dell’equivalente di 250 lire, fregandosene sulle conseguenze che ciò avrà, ad esempio, su un’inflazione già destinata a impennarsi grazie all’annunciato “ritocchino” all’Iva?

Insomma, davvero è meglio lasciar decantare le arrabbiature. Lo stesso vale per lo “scandaletto” che ha portato alle dimissioni del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Carlo Malinconico, e, si direbbe, pure per la vicenda dell’alloggio con vista Colosseo del ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi. Accanto all’incontrovertibile constatazione dei due pesi e due misure applicati dalla generalità degli organi d’informazione in questi casi rispetto a situazioni analoghe coinvolgenti esponenti dell’Esecutivo berlusconiano, va detto che la buona fede di entrambi i componenti del governo Monti è assolutamente credibile. Con gli stipendi che prendono, è comprensibile che, ad esempio, non si allarmino se trovano pagato da non-si-sa-chi un conticino di 19.800 euro presso l’albergo a cinque stelle frequentato all’Argentario. Per loro, quella cifra è come 5 centesimi per, ad esempio, il sottoscritto. Anche per questo non sono molto preoccupati per la benzina a 2 euro. Però la polemica è teleguidata tutta verso i compensi dei parlamentari...

A proposito dei milioni assorbiti dai partiti

Martedì, due giorni prima che lo scorso numero di “IDEA” uscisse, il quotidiano “Libero” ha titolato su tale scandalo. Nell’ultimo editoriale, prendendo le difese della generalità dei parlamentari, additati al pubblico ludibrio a prescindere, segnalavamo come, invece, l’opinione pubblica sia tenuta all’oscuro sulla circostanza che le vere idrovore dei nostri soldi sono i partiti politici, in barba al referendum che stabilì l’abolizione del finanziamento statale. Quel commento è uscito un paio di giorni dopo che Maurizio Belpietro ha aperto il suo giornale con i medesimi argomenti. Sento il bisogno di segnalare che da parte mia non si è trattato di una copiatura, come testimoniano la data e l’ora di chiusura (lunedì nel primo pomeriggio) di “IDEA”. Se vogliamo, parlando della voracità dei partiti ho scoperto l’acqua calda, ma era giusto farlo a fronte della qualunquistica campagna di criminalizzazione dei parlamentari. Questa precisazione è utile anche per chiarire che, a differenza di Belpietro, la segnalazione del problema non mirava a colpire prima di tutti la Lega nord e l’uso che il Carroccio fa del (tanto) denaro incassato come rimborso elettorale. In questo, purtroppo, non ci sono molte differenze fra un partito e l’altro.