Un sobrio panettone
Malgrado le rassicurazioni del ministro Corrado Passera, che pare essere il vero candidato al passaggio alla politica effettiva, mentre Mario Monti, appagato dalla nomina a senatore a vita, sa di non poter aspirare a ottenere molti voti fra i versatori di lacrime e sangue, le possibilità che entro pochi mesi ci sia da impostare un’altra manovra sono alte, se è vero che manca ancora una quarantina di miliardi di euro. Ma potrebbe essere che i componenti del Governo tecnico non arrivino a mangiare la colomba, visti i pezzi già persi in Parlamento. Quando si tratterà di mettere mano alla normativa sul lavoro, ad esempio, tanti deputati e senatori del Pd seguiranno l’esempio dei colleghi del Pdl che si sono defilati nei giorni scorsi. Del resto i sondaggi, che vedono precipitare il consenso di Monti, dimostrano come l’opposizione paghi: Lega nord in forte recupero e Italia dei valori che l’imita sull’altro fronte. Terrorizzati dallo smottamento elettorale, i partiti maggiori potrebbero decidere di staccare la spina, in barba ai nobili princìpi ricorrendo ai quali oggi garantiscono che le elezioni anticipate non si faranno. Queste ultime sono definite da alcuni commentatori, come Giampaolo Pansa, che stimo e apprezzo senza riserve né ironie, la peggiore prospettiva che possa attendere gli italiani, in pratica lo spintone finale verso il baratro. Però viene difficile entusiasmarsi per un Governo che, per prima cosa, ha aumentato la benzina di oltre 10 centesimi (200 lire!) e annunciato un pesante ritocco dell’Iva. Quando poi si sente Gioacchino Genchi, forse il nemico numero 1 di Berlusconi, affermare, senza scherzare, che inizia a rimpiangere il Cavaliere, beh, davvero non si sa più cosa pensare. Auguri.
Ps. Per qualche settimana campeggerà doverosamente nella titolazione di questa rubrica il richiamo alla sobrietà a cui tutti siamo tenuti seguendo l’esempio che ci viene dall’alto. Peccato per lo scivolone della “first lady” che aveva iniziato così bene, portando in treno da Milano a Roma i calzini al marito, e poi è stata paparazzata in giro per la capitale sull’auto blu con autista e scorta, peraltro dovuti.

Quel razzismo a corrente alternata
L’ineccepibile condanna dell’odio verso i “diversi” viene usata per scopi differenti da quelli sbandierati?
Mi ha lasciato molto perplesso, e credo di non essere stato il solo, il coro antirazzista che si è alzato da tv e giornali, al quale si sono subito uniti i politici di vecchio corso, anzi fuori corso, e i tecnici al governo, nonché il Capo dello Stato, dopo il folle gesto del pazzo assassino che a Firenze ha ucciso due senegalesi e ne ha feriti altri. Intendiamoci, penso che non ci sia nulla di più aberrante del giudicare una persona in base al colore della pelle, al sesso e alle tendenze sessuali, al pensiero politico o alla religione. Però proprio non capisco la “ratio” della mobilitazione “di massa” dopo i fatti fiorentini, che non riesco a dissociare dal sospetto che sia stata sobillata per motivi meno nobili di quelli sbandierati. L’assassino era un pazzo, punto. E il fatto che si sia fatto saltare il cervello è forse la cosa più giusta che egli potesse fare, considerato che, con l’infermità mentale che gli avrebbero riconosciuto, con ogni probabilità sarebbe rimasto ben poco dietro le sbarre.
Anche l’autore della quasi contemporanea strage di Liegi era un pazzo scatenato, oltre che delinquente abituale a spasso malgrado una condanna penale piuttosto pesante. Era marocchino di origine, ma quasi tutti i mezzi d’informazione si sono ben guardati dal riferirlo. In effetti la nazionalità del folle non ha alcuna rilevanza nella dinamica della tragedia (come non ce l’ha quella delle vittime), ma l’averla sottaciuta conferma una volta di più quella forma di razzismo alla rovescia che, quando ad esempio arriva a far dire ad autorevolissimi esponenti dell’Esecutivo in carica che bisognerebbe donare la casa a 100-150 mila zingari per permetterne l’integrazione (e gli italiani che non ce l’hanno o l’hanno persa, con il lavoro, per la crisi?), finisce per alimentare nell’opinione pubblica il vero razzismo. Senza contare il fatto che, fra coloro i quali sono scesi in piazza per protestare contro il razzismo, c’erano fior di antisemiti che cercano di occultare i loro sentimenti contro gli ebrei affermando di essere in realtà solo antisionisti. Ma antisionismo e antisemitismo oggi sono la stessa cosa.