sabato, 19 maggio 2012|

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Un sobrio commento

Quando ti dicono che solo «perfetti imbecilli» possono criticare Mario Monti, allora ti poni qualche dubbio.

Non so se il Governo sia costituito da personalità che, non obbligate, hanno accettato di assumersi l’ingrato onere di tentare il risanamento del Paese, coscientemente accollandosi il ruolo dei “cattivi” che leveranno le castagne dal fuoco a una classe politica inetta, come sostiene Giampaolo Pansa su “Libero”, oppure se, come ha detto a “Radio 24” il mancato sottosegretario di Stato all’agricoltura Francesco Braga, stimato docente universitario in Canada, siamo di fronte a un Esecutivo che, «se è quello che deve salvare l’Italia, allora che Dio aiuti l’Italia». Del resto non si può non tenere nel debito conto l’anatema del Fondatore de “la Repubblica”, sempre più convinto della propria divinità, il quale ha definito «perfetti imbecilli» coloro i quali osano criticare Mario Monti. Resta il fatto che molti di coloro i quali chiamavano il fresco ex Direttore del Tg1 (certo che 65.000 euro di spese di rappresentanza in un paio d’anni sono una bella cifretta, nda) “Minzolingua” per la presunta attitudine servile nei confronti di Silvio Berlusconi stanno dimostrando di essere in grado di competere ad armi pari con Augusto Minzolini, anzi di essere più bravi di lui nel prostrarsi acriticamente di fronte al Governo. Il concetto di sobrietà è diventato un mantra che, partito dai megaquotidiani nazionali, in poche ore ha contagiato pure la più piccola testata di provincia. Anche la nostra, come si può notare dal titolo di questo editoriale. A ogni sottosegretario o ministro viene appioppato l’aggettivo “sobrio”, qualsiasi cosa faccia, compreso l’andare dal barbiere. Sono spesso gli identici atti compiuti dai loro predecessori, che invece erano pacchiani a prescindere: immaginate cosa si sarebbe letto se il Cavaliere si fosse fatto aprire un negozio di parrucchiere di domenica, solo per sé. Sono diventati “sobri”, per dire, il “Frecciarossa”, le pellicce e i gioielli da milioni di euro sfoggiati alla Scala il 7 dicembre, le scorte e le vetture di servizio con autisti annessi che, essendo verniciate di grigio, non sono più “auto blu”. Non ci si fa sfiorare dal dubbio di finire nel ridicolo e di ottenere, il che è più grave, l’effetto opposto, cioè che i lettori accrescano in loro un’impressione già ben diffusa: quella che i giornalisti raccontino frottole e, pertanto, che non ci siano differenze sostanziali fra i politici messi in stand-by e i tecnici che li rimpiazzano. Un esempio clamoroso viene proprio dal “caso Braga”: quegli stessi giornali specialisti nello sputtananento continuo del Cavaliere e del suo Governo che, così facendo, imboccavano le testate straniere, fregandosene di contribuire ad affossare l’immagine dell’Italia, quasi non si sono accorti del comico scambio di persona per la nomina del Sottosegretario rilanciato in tutto il mondo dalla Bbc, con relativi sberleffi.

La difficile battaglia per spiegare agli studenti che lo stato ebraico non è il “male assoluto” L’associazione Italia-Israele di Cuneo promuove un corso per gli allievi delle superiori al liceo classico “Silvio Pellico” Rinnovando un’iniziativa che ha già dato buoni frutti in termini di controinformazione rispetto alla vulgata dominante, spesso anche nel corpo docente, Italia-Israele di Cuneo guidata da Carlo Benigni, presidente anche della Federazione nazionale delle associazioni degli amici dello Stato ebraico, promuove presso il liceo classico “Pellico” del capoluogo il corso per studenti “Conoscere Israele-Alla memoria di Yitzhak Rabin”. Al termine dei quattro incontri, aperti a chiunque, ci sarà un esame e gli allievi potranno concorrere a un monte premi costituito da un viaggio in Israele e in buoni acquisto per libri. Le lezioni inizieranno oggi, giovedì, alle 15, e si concluderanno a fine gennaio (info: 0171-692007). Nelle scorse settimane ad Alba il sodalizio gemello di quello cuneese ha portato Paolo Mieli a un’assemblea del Classico. Sono progetti da sostenere e potenziare.