sabato, 19 maggio 2012|

2 visitatori adesso

 
 
| Meteo: Previsioni provinciali e regionali | Farmacie: orari, indirizzo e cartina

La sobrietà dell’inverno

Come si continua a dire che il problema non è il freddo, bensì il caldo, si può raccontare agli italiani che non è vero che non basti l’energiaelettrica prodotta nel nostro paese...

Poiché l’inverno non è ancora finito, torno a dare la parola a Franco Battaglia (traendo il testo dal quotidiano “Il giornale” e riportandone solo una parte), per la gioia di quelli a cui le sue tesi sulla climatologia vanno traverso: «Mi dicono che nei talk-show si gioca a fare gli Amleto e ci si interroga sulle responsabilità. A Rai1 chiedono a Bonelli, il presidente dei verdi, di chi è la colpa. Rai2 lo chiede ai mammasantissima di Legambiente, e Rai3 a Mario Tozzi. Nessuno lo chiede a Di Pietro, il quale in questi giorni evita, a ragione, anche di farsi vedere. Mi stupisce la smodata importanza concessa a questi verdi. Chi sono costoro? Che ci azzeccano? Gli italiani li hanno cacciati dal Parlamento nazionale, né li hanno fatti entrare in quello europeo. Non rappresentano nessuno. La concessione che loro si fa è coerente solo con lo stato in cui versa, oggi, il nostro Paese, ove il Presidente della Repubblica, con un colpo di mano, ha abolito il valore legale del voto. Nulla di personale verso Monti, nella cui squadra ci sono anche competentissimi elementi (penso, ad esempio, al viceministro Vittorio Grilli), ma è un fatto che nessuno ha votato Monti. Eppure egli è lì. Allo stesso modo, gli italiani l’hanno espressamente dichiarato: non vogliono essere rappresentati dai Verdi, neanche uno. Eppure costoro sono lì, a strologare. Come strologa Tozzi, consulente scientifico di Legambiente, il quale sfidando il ridicolo continua a ripetere che il pianeta è troppo caldo. In nome di questa colossale panzana, e qui viene anche Di Pietro, tutti costoro ci spiegano da anni che carbone, gas e petrolio sono il male. Ho avuto l’occasione più di una volta, oltre che significare loro sia la panzana sia l’inconsistenza della conseguente deduzione, di suggerire timidamente l’uso del nucleare, perché, osservavo, uno dei grandi doveri che avremmo nei confronti dei nostri figli è garantire loro la sicurezza di approvvigionamento energetico. Che si ha solo da carbone, gas, petrolio o nucleare. Mal me ne colse a parlare: avessero potuto menarmi non avrebbero esitato a farlo. La soluzione, strillavano tutti concordi, è il fotovoltaico (Fv). E infatti è grazie a una legge voluta dal governo Prodi, quello con Di Pietro e Presidente dei verdi ministri, tutti noi utenti elettrici stiamo pagando 70 miliardi di euro per gli impianti fotovoltaici installati negli ultimi tre anni. Altre installazioni sono previste dal governo dei tecnici. Il che mi stupisce perché la questione è proprio, e solo, tecnica: il fotovoltaico è inutile alla produzione elettrica. Totalmente inutile, per dirla con tutta franchezza. La metà più una manciata degli italiani ha legittimamente deciso di fidarsi di Di Pietro e delle sirene verdi. Legittimamente, ma improvvidamente. I Di Pietro e i Tozzi, che hanno indotto tutti noi a preferire di spendere 70 miliardi per impianti Fv anziché 4 miliardi per un reattore nucleare, dovrebbero ora andare a spiegare a quelle decine di migliaia di poveretti di cui la cronaca ci ha informati, che, come non è vero che fa freddo e che è il caldo la nostra vera emergenza, non è neanche vero che essi sono rimasti senza corrente elettrica, giacché abbiamo installato 12 gigawatt di impianti Fv».

In attesa del nuovo “reality show” sanremese

La trovata di Celentano innesca un meccanismo mai visto

Il Festival di Saremo 2012, almeno per i prossimi giorni, farà parlare (come ha già fatto parlare) più per l’intervento o per gli interventi (quando scriviamo, non si sa in cosa consisterà la sua prestazione in tv) del vate-guru Adriano Celentano che per la qualità delle canzoni in lizza. Il grande artista (grande lo è, peccato canti molto meno di quanto pontifica sui massimi sistemi) ha pensato di stroncare le polemiche sul suo compenso destinandolo in beneficenza. A parte che non si capisce perché debba fare il buono con i soldi della Rai (cioè nostri), il sistema che ha studiano, quello di far scegliere ai sindaci le famiglie povere da beneficiare è di una perversità che fa impallidire quella dei peggiori reality.