GOVERNO MONTI: sintesi del Decreto “salva Italia”
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di domenica 4 dicembre, ha approvato un decreto legge che contiene un pacchetto di misure urgenti per assicurare “la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità“. Il pacchetto delle misure riguarda principalmente le pensioni, la tassazione sugli immobili e l’aumento dell’IVA ma anche molti altri interventi in materia di contenimento dei costi della Pubblica Amministrazione, di lotta all’evasione e di una tantum.
Per quanto riguarda le PENSIONI viene previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nella determinazione dell’importo della pensione, verrà abbandonato il metodo retributivo per lasciare posto al metodo contributivo ossia alla calcolo della pensione in base ai contributi effettivamente versati nell’arco dell’intera vita lavorativa.
Le pensioni di anzianità si raggiungeranno dopo il versamento di 41 anni di contributi per le donne e 42 anni per gli uomini mentre vengono abolite le finestre mobili che avevano previsto il differimento dell’accesso alla pensione dopo 12 o 18 mesi dalla data di maturazione dell’anzianità. Le pensioni di vecchiaia si raggiungeranno al compimento di 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni mentre per gli uomini la fascia di flessibilità sarà tra 66 e 70 anni.
In materia di IMMOBILI arriverà l’IMU – l’Imposta Municipale - che sostituirà l’ICI e avrà un’aliquota ordinaria dello 0,76% mentre per l’abitazione principale verrà ridotta allo 0,4% inoltre gli estimi catastali verranno rivisti al rialzo per avvicinarsi al valore di mercato con aumenti intorno al 60%. Viene poi previsto l’aumento dell’aliquota IVA di due punti percentuali che pertanto passerà dal 21 al 23%, a decorrere dal 1° settembre 2012. Mentre sul tema della LOTTA ALL’EVASIONE, al fine di poter verificare la tracciabilità dei pagamenti, verrà limitato l’uso del denaro contante per pagamenti superiori ai 1.000 euro. Tra le misure UNA TANTUM la manovra ha previsto il pagamento di un’imposta pari all’1,5% sui capitali che hanno utilizzato lo scudo fiscale. Ed infine, in materia di LIBERIZZAZIONI, viene nuovamente regolamentata la vendita dei farmaci e vengono estesi gli orari degli esercizi commerciali. Ecco di seguito una sintesi delle novità che interessano imprese e lavoratori.
PENSIONI
Dall’anno prossimo gli assegni previdenziali saranno calcolati col metodo contributivo, meno vantaggioso del retributivo; in sostanza, si terrà conto dei contributi effettivamente versati e della speranza di vita media al momento del pensionamento. Con questa misura si estende a tutti i lavoratori la riforma Dini del 1995.
Vengono poi abolite le finestre mobili di uscita per le pensioni (12 mesi per i lavoratori dipendenti – 18 mesi per i lavoratori autonomi) e viene previsto che le donne potranno andare in pensione fra i 63 e i 70 anni mentre gli uomini fra i 66 e i 70, ma sono previsti disincentivi per chi decide di lasciare il lavoro presto e incentivi per chi sceglie di rimanere. Viene accelerato il processo di adeguamento dell’età pensionabile delle donne con quella degli uomini: il tetto passerà nel 2012 da 60 a 63 anni, per poi agganciarsi a quello degli uomini (66 anni) non più nel 2026, ma nel 2018. Le donne del settore pubblico raggiungeranno questo limite già l’anno prossimo. In materia di pensioni di anzianità dal 2012 agli uomini saranno necessari 42 anni e un mese di contributi, 41 e un mese alle donne; si abolisce così il sistema delle "quote" introdotto con la riforma del 2007. In ogni caso, chi ha maturato entro il 31 dicembre i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della manovra potrà accedere alla prestazione pensionistica con il vecchio sistema e potrà chiedere all’ente di appartenenza la certificazione di questo diritto.
La riforma delle pensioni si pone anche l’obiettivo di arrivare dal 2022 a un’età di vecchiaia non inferiore a 67 anni. Così dal prossimo anno l’età sarà aumentata a 66 anni per gli uomini e a 63 anni per le donne, con uno scalone secco di tre anni. Per le donne, l’età aumenterà di un anno ogni due per arrivare alla convergenza con gli uomini nel 2018. Per le lavoratrici autonome si passa da 60 a 63 anni e mezzo, per poi arrivare a 66 anni mezzo nel 2018. Viene bloccato, a decorrere dal 2012, l’adeguamento degli assegni previdenziali al rialzo dei prezzi. Dalla misura rimangono esclusi solo i trattamenti più bassi (fino a 486 euro), mentre la rivalutazione sarà solo parziale per le pensioni medio-basse (fra 486 e 936 euro).
AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA Per rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese, il provvedimento introduce un nuovo strumento, l’ACE - aiuto per la crescita economica – al fine di agevolare la capitalizzazione delle aziende. Per le imprese che aumentano il proprio capitale rispetto a quello esistente al 31 dicembre 2010, mediante nuovi apporti o accantonamento di utili, è prevista, in via transitoria per gli anni dal 2011 al 2013, la deduzione dalle imposte sui redditi nella misura del 3%.
RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO
Viene prevista la deducibilità dal reddito ai fini Ires e Irpef, dell’intero ammontare dell’Irap relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato; la disposizione introduce, di fatto, una deroga al principio di indeducibilità dell’Irap. Per salvaguardare il ruolo delle donne, in generale, e dei giovani, under 35, nel mondo del lavoro, viene disposto che dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, è previsto uno sconto fiscale, consistente in una maggiore deduzione Irap, per le imprese che li assumono a tempo indeterminato. L’agevolazione è pari a 10.600 euro e diventa 15.200 euro per ogni incremento occupazionale di lavoratrici e giovani nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
STABILIZZAZIONE DEL BONUS RISTRUTTURAZIONI (36%)
Lo sconto del 36% sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie non è più a rischio scadenza: dal 1° gennaio 2012 va a regime e trova la sua collocazione nel Testo Unico delle imposte sui redditi. Le condizioni per usufruirne restano immutate. La detrazione viene estesa agli interventi finalizzati alla ricostruzione o al ripristino di immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, quando è dichiarato lo stato di emergenza. Dal 2013 l’agevolazione del 36% assorbirà quella del 55% sulle spese di riqualificazione energetica degli immobili
NOVITÀ IN ARRIVO PER L’ISEE
Affidato a un decreto del presidente del Consiglio dei ministri il cambiamento dei criteri per la determinazione dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente). Il provvedimento sarà emanato entro il 31 maggio 2012 e prenderà in considerazioni ulteriori parametri per il calcolo del reddito e del patrimonio della famiglia. Nel decreto anche le agevolazioni fiscali e tariffarie e i servizi assistenziali a cui non si potrà più accedere, a partire dall’1 gennaio 2013, con un Isee superiore alla soglia stabilita dal provvedimento stesso.
PREMI PER CHI SI RENDE TRASPARENTE
Dal 1° gennaio 2013 ai contribuenti che svolgono attività artistica o professionale o attività di impresa saranno riconosciuti benefici fiscali, semplificazione degli adempimenti amministrativi, oltre ad agevolazioni sugli accertamenti, a patto che provvedano all’invio telematico dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti non soggetti a fattura, e che istituiscano un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari dell’attività esercitata. Il “regime premiale” prevede inoltre assistenza negli adempimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria e l’accelerazione dei rimborsi e delle compensazioni Iva.
EMERSIONE DI BASE IMPONIBILE
Viene prevista l’applicazione di sanzioni penali nei confronti di chi, in sede di accertamento tributario, esibisce o trasmette atti o documenti falsi o fornisce dati e notizie non rispondenti al vero. Dal 1° gennaio 2012 gli operatori finanziari dovranno comunicare all’Anagrafe tributaria tutte le movimentazioni relative ai rapporti finanziari e ogni altra informazione necessaria ai controlli fiscali, nonché l’importo delle stesse. Un provvedimento delle Entrate stabilirà le modalità attuative della disposizione. L’obiettivo è consentire all’Agenzia delle Entrate di utilizzare i dati anche per individuare i contribuenti a maggior rischio di evasione su cui attivare i controlli.
CONTRASTO ALL’USO DEL CONTANTE
Fra le misure antievasione, va segnalato l’abbassamento del limite di tracciabilità dei pagamenti da 2.500 a 1.000 euro. Le spese oltre tale soglia, dunque, non potranno essere effettuate in contanti. La limitazione all’uso del denaro liquido si traduce nella tracciabilità dei pagamenti, mediante una diffusa canalizzazione dei flussi finanziari verso gli archivi contabili delle banche, i cui dati e informazioni sono facilmente reperibili in caso di indagini. Entro il 31 dicembre 2011, poi, dovranno essere estinti i libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro. E’ infine previsto che all’adozione delle misure volte a ridurre l’utilizzo del denaro contante, come strumento per combattere l’evasione fiscale, si accompagni una riduzione dei costi delle transazioni e della concessione dei Pos agli esercizi commerciali; a tale fine, il Mef stipulerà apposite convenzioni con le banche.
ANTICIPO SPERIMENTALE DELL’IMU
Viene anticipata al 2012, in via sperimentale per tre anni, l’imposta municipale sugli immobili, che ripristina la tassazione dell’abitazione principale. Per il tributo erede dell’Ici, l’aliquota è fissata allo 0,76%, ma i Comuni possono modificarla sino a 0,3 punti in aumento o diminuzione. Per l’abitazione principale (e relative pertinenze), invece, la percentuale di tassazione scende allo 0,4%, con possibilità per i Comuni di variarla fino a 0,2 punti percentuali in più o in meno. Per abitazione principale si intende la casa nella quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente; per sue pertinenze, le unità classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un immobile per ciascuna. La base imponibile su cui calcolare l’Imu si determina prendendo la rendita dell’immobile rivalutata del 5 % e moltiplicandola per un coefficiente fisso per ogni tipo di immobile:
- 160 - per le abitazioni del gruppo catastale A (escluso A/10) e per le categorie C/2, C/6 e C/7
- 140 - per i fabbricati di gruppo B e le categorie C/3, C/4 e C/5
- 80 - per gli immobili di gruppo catastale A/10 (uffici e studi privati)
- 60 - per i fabbricati di gruppo D
- 55 - per i negozi e botteghe accatastati C/1.
Per l’abitazione principale è prevista una detrazione di 200 euro. Se l’immobile è destinata ad abitazione principale di più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in proporzione alla quota per la quale si verifica la destinazione stessa. I Comuni, comunque, possono aumentare l’importo dello sconto; in tal caso, però, non possono aumentare l’aliquota per le abitazioni tenute a disposizione.
NUOVO TRIBUTO PER RIFIUTI E SERVIZI
Dal 1° gennaio 2013 anche il tributo sull’immondizia cambia volto; la nuova imposta si calcola sull’80% della superficie catastale, che può essere accertata – e variata – dal Comune incrociando i propri dati con quelli dell’Agenzia del Territorio. La tariffa prevede una maggiorazione di 30 centesimi per metro quadrato (che gli enti locali possono aumentare fino a 40) a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni. I Comuni, inoltre, potranno stabilire riduzioni tariffarie, fino a un massimo del 30%, nei casi di abitazioni con un unico occupante, per chi risiede all’estero più di sei mesi all’anno, per i fabbricati rurali a uso abitativo, per le abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo.
AUMENTI DEI CARBURANTI
Scatta con l’entrata in vigore del decreto l’aumento delle accise sui carburanti. Già programmato e quantificato un ulteriore ritocco a partire dal 1° gennaio 2013. Escluse dall’incremento alcune categorie di soggetti esercenti l’attività di trasporto (trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate; trasporto pubblico locale da parte di enti pubblici e imprese pubbliche locali; autoservizi di competenza statale, regionale e locale; trasporti a fune da parte di enti pubblici e imprese), per le quali è previsto il rimborso del maggior onere derivante dagli aumenti di accisa sul gasolio.
TASSAZIONE DI BENI DI LUSSO
Aumentano le imposte su auto potenti, barche oltre i 10 metri, elicotteri e aerei privati. Per le autovetture e gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose, di potenza superiore a 185 kW, alla tassa automobilistica si aggiunge, dal 2012, un’addizionale erariale di 20 euro per ogni chilowatt eccedente il limite indicato. Per le unità da diporto “parcheggiate” nei porti nazionali, dal 1° maggio 2012 scatta il tributo annuale di stazionamento, commisurato alla lunghezza dello scafo e calcolato per ogni giorno (si va dai 5 euro al giorno per gli scafi di lunghezza compresa tra 10 e 12 mt. ai 703 euro per gli scafi over 64 mt. Infine, per gli aeromobili privati (aeroplani, idrovolanti, anfibi ed elicotteri) è istituita un’imposta erariale calcolata in misura proporzionale al loro peso massimo al decollo, mentre ad alianti, motoalianti, e aerostati si applica in misura annuale fissa (450 euro).
INCREMENTO DELLE ALIQUOTE IVA
Dal 1° ottobre del 2012 le aliquote Iva del 10 e 21% aumenteranno di 2 punti percentuali. L’incremento dell’imposta rimane valido per tutto il 2013 e cresce di un ulteriore mezzo punto a decorrere dal 1° gennaio 2014.
SI AMPLIA IL RAGGIO D’AZIONE DELL’IMPOSTA DI BOLLO
Da una parte viene introdotta un’imposta di bollo proporzionale (pari allo 0,1% per il 2012 e allo 0,15% dal 2013), dall’altra è ampliata la base imponibile su cui calcolare l’imposta, così da includervi i prodotti finanziari non soggetti all’obbligo di deposito.
IMPOSTA SULLE ATTIVITÀ EMERSE CON LO “SCUDO FISCALE”
Per le attività rimpatriate o regolarizzate usufruendo dello scudo fiscale è prevista l’applicazione di un’imposta straordinaria dell’1,5 per cento. Saranno gli intermediari finanziari a trattenere la somma dovuta per il prelievo straordinario o a ricevere, da parte del contribuente, il quantum da versare. Due le rate di pari importo e due le scadenze (16 febbraio 2012 e 16 febbraio 2013) per il versamento. Gli intermediari dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate i nominativi per i quali non è stato possibile versare l’imposta perché nel frattempo è cessato il rapporto o perché non hanno ricevuto dal contribuente la relativa somma. Gli importi a debito saranno riscossi mediante l’iscrizione a ruolo. La sanzione per l’omesso versamento è pari al tributo dovuto.
Il presente Decreto Legge, immediatamente operativo, dovrà ora passare al vaglio del Parlamento che lo dovrà convertire in legge entro la fine dell’anno.