Diminuite le rapine e cresciuto l’impegno

Il colonnello Laurenti, comandante provinciale dei Carabinieri di Cuneo, analizza i dati relativi al 2011, anno nel quale, nel complesso, la delittuosità è in calo
Si è da poco concluso il 2011. “IDEA” ha deciso di tracciare un bilancio dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle con le principali forze dell’ordine che operano sul territorio. Inaugura questo spazio il Comando provinciale dei Carabinieri guidato dal colonnello Francesco Laurenti.
L’Arma persegue, in Granda, circa il 92% dei reati registrati. Comandante, partiamo dall’analisi dei dati, rapportati a quelli relativi al 2010... «Il primo dato evidenzia il calo, pari al 2%, della delittuosità in senso complessivo, ossia di tutti i reati accaduti sul nostro territorio. In Granda si sono verificati 4 omicidi (6 nel 2010), tutti perseguiti dall’Arma dei Carabinieri. Anche se il dato, rapportato al numero di abitanti non è trascurabile da un punto di vista percentuale, è bene evidenziare che gli omicidi in questione non sono maturati in contesti criminosi, ma nell’ambito di relazioni personali. Sono in aumento, invece, i furti (+7% rispetto al 2010), soprattutto quelli definiti con destrezza, ossia quelli che avvengono con tecniche più sofisticate. Risultano in leggero aumento (+4-5%) anche quelli in abitazione, e i furti in esercizi commerciali sono lievemente aumentati. Abbiamo un dato positivo per le rapine, in calo del 17%: ciò è estremamente importante per quanto riguarda i “colpi” in banca passati dai 29 del 2010 ai 9 del 2011. Ritengo che questo risultato sia frutto del contrasto e dell’attività investigativa dell’Arma. Nella maggior parte dei casi le rapine sono opera di professionisti, quasi mai originari del cuneese, e, in quest’ottica, è stato determinante il rapporto con gli altri Comandi. Abbiamo inoltre aumentato l’attività di prevenzione per le sostanze stupefacenti (50%), mentre è in linea con il 2010 il numero dei servizi preventivi di controllo del territorio (circa 72 mila)». Il dato sui furti nelle abitazioni è confortante anche se nell’ultimo periodo, soprattutto nell’area intorno al capoluogo, il sentore è che il fenomeno sia aumentato verticalmente. Come si spiega? «I dati non esauriscono mai l’analisi. Anche se vi è nel complesso un modesto aumento percentuale, è chiaro che il numero di furti non è distribuito sul territorio in modo equo. Quando, come nel caso specifico, si concentrano per area, magari in zone dove il dato storico non è mai stato preoccupante, la percezione dei cittadini è diversa. Registriamo, effettivamente, che nella zona di Cuneo e dintorni vi è stato un aumento del fenomeno. Siamo molto impegnati su questo fronte e spero che potremo dare presto una risposta investigativa. Nel 2011 sono state portate a termine almeno tre operazioni importanti contro le bande di ladri che hanno dato vita ai furti in abitazione e, quasi sempre, ci hanno ricondotto a gruppi che provenivano da fuori. Non dimentichiamo anche che in comunità di medie-piccole dimensioni come le nostre avviene ciò che in criminologia viene definita “vittimizzazione allargata”, nel senso che, nella percezione della sicurezza, un furto vicino a casa nostra è un fatto che riguarda anche noi».
Ma l’azione svolta dai Carabinieri non si esaurisce con l’attività investigativa... «La modernità e l’efficienza di una forza di polizia si misurano molto nella capacità di avere un buon rapporto con il territorio, anche se non è sempre traducibile in numeri. Il Comando provinciale di Cuneo dei Carabinieri ha operato per cercare di rendere l’istituzione quanto più vicina alle esigenze che provengono dal territorio. Ormai da qualche anno è stato prima sperimentato e poi reso operativo nei centri più grandi della provincia un modello di controllo del territorio che si basa sull’individuazione delle aree ove è maggiormente avvertita l’esigenza di sicurezza dai cittadini in ragione dei reati o di comportamenti devianti che ivi si verificano. A queste aree (di solito stazioni e giardini pubblici) è stato dedicato un carabiniere che ha il compito di intensificare i rapporti con le persone che là vivono o lavorano e di riferire al Comando l’evolversi della situazione per predisporre in modo sempre aderente e tempestivo le più adeguate risposte operative. Inoltre sono state portate avanti iniziative rivolte alle fasce più deboli. Agli anziani abbiamo dedicato una serie di incontri nei paesi della Granda per metterli in guardia dai pericoli ai quali sono più facilmente esposti. Poi le iniziative legate alla prevenzione della violenza sulle donne e la vigilanza nei pressi degli istituti scolastici. Il Comando ha operato nel progetto di diffusione della legalità, coinvolgendo decine di istituti, con iniziative rivolte anche ai docenti, con incontri per informare su come debbano essere gestiti e quali responsabilità derivino dal relazionarsi con ragazzi difficili. È stata poi rivolta maggiore attenzione al mondo giovanile dedicando ad esso uno specifico programma. Iniziative rivolte al singolo, per cercare di far comprendere ai ragazzi il senso di responsabilità in seguito a comportamenti sbagliati, coinvolgendo anche genitori e coetanei, oltre ad attività pensate per stare vicino alle nuove generazioni e ai luoghi da esse frequentati: una presenza discreta, ma vigile e organizzata». Tornando all’attività investigativa, il suo Comando ha portato a termine molte operazioni.
«Quest’anno sono emersi alcuni fenomeni nuovi che abbiamo stroncato sul nascere, come i furti di pannelli solari, reato che ha provocato rilevanti danni economici. In questo caso abbiamo arrestato una dozzina di persone, appartenenti a un’organizzazione criminale di origine marocchina. Un altro fenomeno è stato quello del furto del rame. Di recente abbiamo chiuso un’operazione che ci ha portato, come immaginavamo, nei campi rom di Torino e ha permesso l’arresto di una ventina di persone. Ricorderete la rapine alla Banca Unicredit di La Morra dell’agosto 2010 durante la quale furono asportati circa 20 mila euro in denaro, oltre al contenuto di diverse cassette di sicurezza, per un valore complessivo stimabile in oltre un milione di euro, rapina nel corso della quale furono anche sequestrati e legati gli impiegati. Nel 2011 abbiamo concluso le indagini con l’arresto dei malviventi. Tornando al dato confortante sul numero di rapine in banca nel 2011, in diminuzione del 300% rispetto al 2010, è evidente la relazione con questo tipo di attività investigativa. Se si distrugge una banda di professionisti, si neutralizzano altre possibili rapine. Quando accadono fatti gravi e le Forze dell’ordine danno un’immediata risposta e ciò costituisce forte deterrente per la criminalità».