Cherasco coltiva il mito di Pantani

Sergio Piumetto dalla “città delle paci” coordina le iniziative per celebrare il Pirata e per il 2012 annuncia grandi sorprese...
Un’annata vissuta sempre di corsa, o meglio sempre sui pedali con la necessaria prontezza nel dare il “colpo” decisivo per superare i tornanti più insidiosi: Sergio Piumetto, la mente di pantanichannel.it, il “luogo” del web dove si misura giorno per giorno il termometro della passione per il grande campione di Cesenatico, racconta i passaggi significativi di un 2011 molto intenso, fatto di tante emozioni, ma con un occhio rivolto anche a quello che accadrà nel prossimo anno. Molti avvenimenti hanno scandito l’anno appena andato in archivio, tutti nel ricordo di Marco Pantani. Urge quindi tracciare un bilancio! «Il giudizio complessivo sui dodici mesi appena trascorsi è positivo, ben oltre le più rosee aspettative. Quanto affermo è confermato dai numeri che, in questi casi, assumono una rilevanza decisiva. Il vernissage di Cherasco, l’inaugurazione del monumento sul Galibier, la “Grimpée de legende” (con le stesse condizioni meteo della leggendaria ascesa del Pirata nel luglio del 1998) e l’apoteosi a Les Deux Alpes: un poker di eventi che hanno raccolto commenti positivi e adesioni massicce. Riguardo ad esempio all’ultimo appuntamento, sono raddoppiate le presenze dei ciclisti e triplicate quelle degli italiani recatisi nella celebre località montana francese». La maggior parte degli appuntamenti che hanno costellato il 2011 hanno avuto come scenario la Francia: infatti Oltralpe Pantani è ancora molto amato, si sente un affetto intenso verso questo campione. In Italia le cose pare vadano in maniera un po’ diversa. Per quale motivo?
«Anche in Italia Pantani ha un seguito vastissimo ed è amato dagli appassionati che non mancano di tributargli testimonianze di simpatia. Tuttavia, per una serie di motivi che appaiono incomprensibili, il “palazzo” non ha riconosciuto al campione quella grandezza che è stata decretata dalle sue imprese sulla strada. All’estero, e in Francia in particolare, hanno dimostrato più maturità: hanno saputo, cioè, scindere il lato delle vicende private da quello pubblico del corridore che ha infiammato le platee con il suo coraggio e con il suo modo di intendere il ciclismo in termini quasi “eroici”, grazie a gesta intrise di valori quali la lotta e il rifiuto di arrendersi alle difficoltà, nonché il sudore della fronte».
La comunicazione, oggi, regola la nostra vita, il web è davvero il quarto potere. Pantanichannel.it sostiene il mito dalla piattaforma virtuale. Dopo alcuni anni di esperienza, vede segni tangibili di vicinanza al campione da parte degli internauti? «Marco Pantani è una delle figure dello sport moderno con il più ampio seguito sul web. Anche qui i numeri mi vengono in soccorso: con pantanichannel.it abbiamo toccato da tempo il tetto del milione di visitatori, collegati da 93 Paesi. Contiamo quindi adesioni costanti e sempre in crescita dal momento che cerchiamo di aggiornare ogni sezione di questo spazio virtuale. Anche da Facebook abbiamo ottenuto riscontri molto incoraggianti: 100 mila “like”, ovvero segnali di gradimento, sono una testimonianza significativa, fermo restando che non abbiamo fatto ricorso a campagne pubblicitarie. Marco Pantani è un autentico mito, e il mito non necessita di sostegni, perché si alimenta da solo». Si prospetta un restyling del sito internet? «Dal prossimo 14 febbraio, in concomitanza con l’ottavo anniversario della morte di Marco, pantanichannel.it si proporrà con una nuova veste. I visitatori non vedranno solo il nuovo look del portale, ma avranno modo di apprezzare l’inserimento di migliaia di foto e di centinaia di clip. Stiamo seguendo una doppia strada, difficile, ma stimolante: il rinnovamento della forma e della sostanza. In ogni caso, già da ora, su Youtube (digitando nella stringa di ricerca “pantani channel”) è possibile vedere video e clip degli eventi della stagione appena conclusa».
E cosa anticipare per quel che riguarda le manifestazioni, da sempre fiore all’occhiello della produzione Piumetto? «Questi sono i mesi del lavoro frenetico, dei contatti e della predisposizione del calendario. Andrà in scena la quinta edizione della “Pantani week” e stanno per approdare a conclusione due iniziative che faranno parte di un progetto che potremmo definire “rosa” come il colore del primato in una grande corsa a tappe. Intanto c’è qualcosa di concreto che riguarda il Galibier. Presso la statua è stato realizzato un anfiteatro che diventerà un’area attrezzata per happening e kermesse. Lì dove l’artista ha dato il colpo di pennello per affrescare il suo capolavoro più bello sta prendendo forma un’area polifunzionale moderna, ma con una fortissima carica di significati». Organizzare eventi di una certa portata richiede preparazione e capacità di gestione. Però subentra anche una forte componente umana, visto che Pantani è un suo idolo e nel suo nome lei sta conducendo un’operazione notevole. Ci “regali” l’immagine di un’emozione per ciascuno degli avvenimenti.
«A Cherasco è stato toccante l’intervento del direttore di “Qn”, Xavier Jacobelli, uno dei pochi che “senza se e senza ma” ha sposato la mia battaglia, per primo, disinteressatamente e con la sola carica di una grande passione. Il 19 giugno, giorno dell’intitolazione della statua sul col du Galibier, ho vissuto ore di autentica commozione in ogni momento dello spettacolo che non è stato solo istituzionale, ma ha avuto nella musica un altro fattore di incredibile impatto. Della “Grimpée de legende” ricordo un bambino che, sulla sua mountain bike, ha intrapreso quell’ascesa incredibile lungo i tornanti della leggenda, con la leggerezza e la spensieratezza di cui sono capaci solo i piccoli. Les Deux Alpes, infine, ha rappresentato la realizzazione di una “follia”: credo molto nell’aggregazione e l’ultimo evento ne è stata la prova più evidente».